Friday, 21 October 2011

La battaglia di Adrianopoli

Non so cosa mi spinga a raccontare dei miei sogni.

Certamente alle volte vi ritrovo degli spunti interessanti, che potrei sviluppare in piccoli racconti, altre volte invece sono emozionanti, e mi stordiscono a tal punto che, se mi desto in conseguenza alla loro intensita', sento accumularsi nella mente parole che, sul momento, mi paiono davvero ricche di poesia.

In altre circostanze sono malinconici silenzi, e senza l'angoscia a interrompere ho tutto il tempo di rendermi conto della miseria senza fine di una vita vuota, e non raramente nascondono un messaggio da intepretare.

Di nuovo, Alice era con me.

Tutto ha inizio sotto l'immenso pino del giardino dei nonni.
Loro ormai sono morti, ma li mi ritrovo con gli zii.
L'atmosfera e' amichevole.
Si scherza, si ricordano avvenimenti passati.

Da un cespuglio, sbuca, pieno di vitalita' e voglia di giocare, un cucciolo di cane.
Subito e' carezzato da tutti.
Io stesso mi avvicino per coccolarlo, ma gia' sto per tendere la mano, quando un altro immediatamente compare da sotto il tavolo, ... e ogni volta che sto per carezzare un musetto, una nuova bestiolina cattura la mia attenzione.

Rinuncio allora a quello che stavo raggiungendo, d'altra parte non c'era interesse da parte sua, e ricomincio a sperare di potermi rilassare un poco.

All'ennesima delusione, decido che e' finito il tempo della spensieratezza.

Dopotutto io sono un Dio, ho ben altro da fare che correre dietro a quattro deliziose zampette e una codina allegra.
Per un Dio, e' severo il destino.

Un attimo, e ho proiettato altrove me e i miei parenti.

'Ora rivivremo la battaglia di Adrianopoli' dico loro con voce grave.

La sconfitta, o meglio l'annientamento, delle truppe imperiali ad Adrianopoli, correva l'anno 378 dopo Cristo, e a capo dell'esercito romano era Valente, segno' di fatto la fine dell'epopea capitolina.
Certo, il Sacco della citta' eterna non sarebbe avvenuto che nel 410, e si tende a datare al 476, con la deposizione di Romolo Augustolo, la fine ufficiale dell'impero, ma e' stato ad Adrianopoli che la storia ha mutato il suo corso.

Sotto i nostri occhi, rivive la battaglia.

Noi, creature gigantesche e invisibili agli occhi dei combattenti, assistiamo allo svolgersi del combattimento, e io lascio la possibilita' ai miei ospiti in questa dimensione divina di intervenire.

Tutti i presenti, memori della grandezza di Roma, desiderosi di perpetuarla, o semplicemente curiosi di un'ucronia, si danno da fare per massacrare i Goti.

Una vittoria ottenuta con l'aiuto del cielo cambia davvero la storia.

Svanisce il passato a un mio cenno, e riporto le cose al presente.

In una catapecchia, ritroviamo il Papa della Chiesa di Roma.
Ha appena terminato la sua ultima enciclica, scritta a malo modo su un pentagramma che ripete sempre la stessa nota, e il cui testo e' quello di una canzonetta di Baglioni o forse Eros Ramazzotti.

Accompagnato da Steve Vai, porto chi decise di cambiare il corso della storia ad osservare il mondo.

Di fronte ad un negozio di musica, vedo una rock star adorata da fan esibirsi con una chitarra a sole due corde, e senza nessun tasto.
Questo genere di chitarre, mi spiega il negoziante che deride me e Steve Vai, sono quelle di ultima generazione, le chitarre CD, dal nome delle due note che si possono suonare con essa.

Ammonisco chi promosse la Roma corrotta.

'Ecco cosa succede all'umanita' viziata dagli dei!'

Prima di abbandonare i miei ospiti, lascio che Steve Vai suoni qualcosa per loro e per il negoziante, che rimane totalmente stupefatto dalla sua abilita'.

Ora sono solo, e da un pontile dalle assi sdrucciolevoli e malsicure osservo il mare al tramonto.
Arriva un battello, si avvicina alla riva ma non abbastanza perche' possa salire a bordo.

Appoggiata al parapetto, Alice mi guarda, in silenzio e un po' triste, immobile.

Il sole dietro ad incendiare i lunghi capelli appena mossi dal vento, un avambraccio a cingerti il bacino e una mano al fianco, l'altra, chiusa a pugno, a sostenere il mento e serrare quasi le labbra, un vestito di colori primaverili ... sei bellissima.

Non sei mai stata cosi' bella.

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