Friday, 14 October 2011

Cosa serve ...

Cosa serve per fare di una bella ragazza una principessa?

Davvero pochissimo.

...

Ho preso il penultimo autobus, era già buio da un pezzo, per tornare a casa.

Mi piacciono le serate passate al lavoro da solo, e amo spegnere le luci di corridoi e uffici che lascio deserti.

Se do un'occhiata all'orologio e vedo che è tardi, il venerdi, mi viene in mente che forse tu stai chiudendo le ultime pratiche, e che allora torneremo a casa assieme, e che entrambi, sul pulmann, traverseremo contemporaneamente quartieri residenziali, vie illuminate da mille ristoranti, parchi immensi e blu nella notte ...

Ancora un paio di cose, e poi uscirò.

La mia voce, e un fischiettare stonato, mi accompagnano allora mentre passo nella stanza degli articoli da cartoleria a prendere un block notes, o in quella delle stampanti a ritirare un articolo ...

Di giorno sono sempre piene di gente affaccendata, e mi perdo in chiacchiere, cordiali, e attese noiose.

Ma la sera restano solo gli odori di matite temperate, d'evidenziatori, o di gomme per cancellare con le quali giochiamo nell'attesa che siano pronto i documenti.

...

Alle nove ho creduto d'aver capito finalmente un teorema che da un paio di giorni mi tormentava, e il significato di un certo integrale di superficie che, come al solito, si manda all'infinito invocando le condizioni di radiazione di Sommerfeld.

Rassicurato, o semplicemente stanco, mi sono allora precipitato in strada, di autobus non ne passano molti alla sera, e la prospettiva di dover attendere al freddo per venti minuti mette le ali ai piedi, e come al solito sono arrivato in anticipo.

...

Sono assonnato, scusami.

Domani ti spiegherò cosa serve per fare di una bella ragazza una principessa.
Non prendere appunti, a te non servono questi stratagemmi.

No davvero.

Mi manchi.
Mi manchi, e allora partecipi a pensieri e discorsi.

Le ragazze cui parlo di te ... sapessi quanto poco basta per vederle tutte gelose.

Non perchè si interessino a me, per carità, ma perchè i loro uomini di solito sono pure li ... Alice, dovresti vederli alla decima volta che dico di quella mia bellissima amica che vive a Praga, eccetera eccetera.

Ridacchiano, alzano gli occhi al cielo, cercano di minimizzare ...

E infine si tranquillizzano, perchè pensano che suvvia, davvero devo esagerare, chè nessuna può essere veramente così.

9 comments:

  1. Secondo me invece è proprio come la descrivi...
    E la amo pure io Alice, come atto di fiducia verso te!
    :D

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  2. La bellezza va saputa cogliere.

    E tu, educata dal tuo stesso esempio, la puoi immaginare perchè l'hai vista!

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  3. E' chiaro che esageri, Gio'. Sono sicura che a Praga nessuno vede nella tua amica quello che hai visto tu. Ciao!

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  6. Amica mia spero leggerai queste parole. Potrei scrivertele via mail e forse lo faro' un giorno. ..Mi torna spesso alla mente quel frammento di meteorite che hai da qualche parte sul comodino e del quale un gioeno mi hai parlato.Presto, accanto ad alcuni fumetti che ho trovato su una bancarella, li dove tengo i doni per i miei amici, trovera' posto un fossile, per te naturalmente, ho trovato un dipartimento dove ne vendono! Se in questo istante, leggendo parole affidate a pixel di un monitor LCD, senti dentro qualcosa, il senso dell'amicizia e parteggi con la sua tenacia che lotta con le distanze,significa che non esagero. Ti voglio bene amica mia.Sei preziosa e unica

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  7. C'e' un posto bellissimo, qui, in mezzo ad un parco cittadino, dove si puo' andare (non si puo', ma si puo') a cercare piccoli fossili del devoniano. Niente di piu' di qualche strano esserino ricalcato dalla pietra, ma e' il piacere della scoperta quello che ricerco nelle mie brevi "spedizioni".
    E anche il piacere della ricerca stesso, lui fa parte del mistero che continua a farci amare quello che chiamiamo "vita".
    Grazie come sempre delle tue belle parole.

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  8. è lei alice? http://www.youtube.com/watch?v=J31fzVm4YQo

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  9. La tua non mi sembra un'improvvisazione.
    Chi sei?

    La mia risposta e' no, ma a questa sillaba che suona cosi' sgraziata s'accompagna una curiosita' vivace di te.

    Alice e' in origine una ragazza di Firenze, e la piu' graziosa tra le figure che accompagnarono, a San Galgano, una bella rappresentazione del Flauto Magico cui assistetti qualche anno fa.

    Qualche mese dopo, e per motivi del tutto indipendenti, ho avuto modo di contattarla, e di riconoscerla come 'Alice', di convincermi della sua bellezza e fragilita'.

    Con il tempo, alla sua idea si e' sostituita l'immagine, la sostanza di una donna che ho incontrato un giorno a Praga, una donna egualmente sospesa e della cui realta' tuttavia io non posso piu' dubitare.

    A presto, spero.

    Gio

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