Saturday, 22 October 2011

Ammetto di non capirlo

Ammetto di non capirlo.

Non può essere solo la mia deformità, non la si riesce a cogliere che in parte a prima vista, e comunque non è tale da poter costituire un vero ostacolo a forme di contatto profonde.

Viceversa, fascino penso di averne, nulla a che vedere con l'armonia, ma piuttosto con le storture dell'animo umano, che una persona con un minimo di acume intravede infinite oltre quell'indifferenza e fretta con la quale tengo lontani i mediocri.

E allora perchè le donne non mi desiderano?

Perchè non vengono a cercarmi per esperienze che sicuramente sarebbero oltre i confini delle loro esistenze sciocche, monotone, grigie?

Certo, delle donne sciocche, monotone e grigie non me ne attendo neppure una.

Vadano a farsi fottere da chi cazzo pare a loro, dopotutto per me rappresenterebbero solo dei corpi da manipolare e penetrare, null'altro.

Piacevoli sicuramente in principio, sarebbero capaci, questi fantasmi, di deludere tutte quelle aspettative che mi nutrono ancora: l'illusione di Vera, o il pensiero che dopotutto Alice potrebbe esistere perfino qui.

Questo esercizio mentale, traslare un personaggio che io ho creato dai remoti piani dell'immaginazione al reale, o l'ardire di dare un altro corpo, un nome diverso ad Alice, non mi paiono ancora del tutto assurdi.

Ma non posso dimenticare che di donne intelligenti, vivaci, curiose, maledette, nevrotiche, insoddisfatte nessuna ha scaldato il mio letto o cercato le mie labbra.

Nè occhi ha rigato la mia presenza, nè voce rotto un silenzio intimo di ricerca.

Che tra chi corrisponde a questi criteri ce ne siano di insoddisfatte, non è neppure argomento di discussione.

E tuttavia nessuna ha strappato la maschera d'oro di acume e gentilezza che nasconde un cadavere.

Il mio.

Certo, non ho da offrire che un cadavere in avanzatissimo stato di decomposizione.

Già mi hanno aperto la pelle sciami di mosche e pazienti lumache bavose, e da dentro scavano vermi ciechi e bulimici, e brulica dentro e infesta una vita parassita di insetti che traversano le viscere, che di me banchettano.

Sono i pensieri che, simili a quegli agenti che un giorno o l'altro si prendono cura di noi tutti, svuotano e sminuzzano.

Non conosco l'eterogeneità di una vita, che attribuisce alle diverse componenti un ruolo specifico, cazzo-scopare, testa-lavoro, ma solo una grana fine ed omogenea, abbondanza di una creta malleabile e putrescente.

Ma dopotutto, cos'è il fine di una gravida esistenza se non la ricerca dei cadaveri degli altri?

C'è davvero chi vive per altro?
Pazzi!

Folli che barattano tutto per nulla, abbaccinati e sordi.

...

Cadaveri, morti, o quanto più s'avvicina loro, i moribondi, gli agonizzanti, gli appestati.

Che tu, che hai letto, studiato, capito, sai benissimo essere chi ha scritto, elaborato, espresso in quest'umanità altrimenti sempre uguale a sè stessa e soffocante.

Che siano pavide?
Cosa le trattiene?

Un giorno smetterò di farmi queste domande, e semplicemente le odierò tutte.

Tutte.

Per la peggiore delle ragioni, che sarà definitivamente la mia ragione di vita.

Se le senti parlare, sono in mille ad amare Virginia Woolf, o Svevo, o Leopardi.
E si emozionano quando ascoltano Bach, e si lasciano rapire dai notturni di Chopin.
S'incantano di Botticelli e a stento trattengono le lacrime davanti alle viscide tomografia di Schiele.

E poi vanno a farsi fottere dai pirla o se ne stanno sole, a lamentarsi di questi uomini tutti uguali e vuoti, e dell'esistenza.

Deficienti.

10 comments:

  1. ... amen ! Scusa, "perdono", so che dovrei essere seria davanti a questo post, e per un certo tratto lo sono stata pure, per un tratto anche curiosa di sapere, vedere chi fosse la persona che osava incuriosirmi così, poi sono stata sopraffatta dall'ironia ... scusa, scusami davvero, forse è la mia maniera per abbattere i limiti che non riesco a capire .... lo lascerò scritto ... magari te la pigli pure con me ! 'notte !!!!

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  2. Anche un pò di sana rabbia fa bene, è salutare, esce dalle ossa. Mi piace.
    p.s. Metti sempre Penelope, che se io fossi uomo sarebbe la mia dea del cuore...

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  3. Ma quale ironia?
    La mia o la tua?

    No, non me la piglio con nessuno, fino al giorno in cui non me la prenderò con tutti.

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  4. A me piace più Penelope ,-)

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  5. la tua e poi di conseguenza la mia ... Beh, mi sono parata chiaramente le chiappe offrendoti la guancia così ! L'ho letta tutta d'un fiato e sono passata per una ventina di stati d'animo nel giro di pochissimo tempo ... Faccio fatica a sopportare la rabbia, questo è un mio limite, e aver avuto la possibilità di sciacquarla in ironia la tua e poi di conseguenza la mia è stato un pensiero di pancia ...

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  6. Non sia mai tu arrivi a prendertela con tutti amico mio, non ti ci faccio arrivare, se vuoi ti faccio da Pharmakos...

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  7. Ben venga tutto ciò che ci fa star meglio Silvia.

    La tua ironia, la mia rabbia, l'indifferenza.

    Qualsiasi cosa.

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  8. Amico mio, non è un uomo che può cambiare il mio destino.

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  9. l'indifferenza ? Questa parola mi fa venire i brividi ... si può stare meglio scegliendo coscientemente di ignorare ? Non si rimane lo stesso toccati ? Non rimangono lo stesso centinaia di germi di pensieri che prima o poi esigeranno d'aprirsi nella mente e creare domande cui rispondere ? ... o forse non succederà di trovarsi di fronte a qualcosa senza capire il cambiamento che allora era stato generato ? ...
    ... mentre ti rispondevo, mi sono distratta e ho letto questo :
    "... Vorrei poter dire che sono un solitario perchè disprezzo le persone vacue che ho intorno, ma in verità sono solo un misantropo che non tollera neppure i piacevoli esseri che mi circondano "
    e mi sono chiesta quanto tu fossi provocatore e quanto ti stessi proteggendo ... mi rimangono parecchi dubbi ; sbircerò ....

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  10. Sono sempre sincero.
    Ma spesso confuso, mi inganno io stesso.

    A presto!

    Gio

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