Saturday, 15 October 2011

Alessandra

"L'importante, Alessandra, è che tu non mi nasconda nulla, o almeno nulla di cui tu sia consapevole. Questo è fondamentale perchè io ti possa aiutare, e in definitiva dunque per il tuo benessere. Fidati di me come di un quaderno segreto che non può giudicare, ma solo permettere di osservarti nella tua interezza, come sovrapposizione di sensazioni e sentimenti provati in diversi istanti.

Qui dentro non esiste alcun diaframma tra di noi: non siamo analista e paziente, ma persona e immagine riflessa allo specchio. Da quello che mi hai raccontato nelle ultime settimane, penso di essermi fatto un'idea abbastanza chiara di te. Sei una donna decisa, forte, capace ... e per questo non riesci ad accettare la tua situazione di insufficienza esistenziale. Non ho un fine preciso, non intendo proporti una ricetta. La prima parte della nostra relazione, quella che mi ha permesso di definirti, non mi lascia dubbi in proposito: sei complessa, e la tua mente è un labirinto del quale hai fatto una reggia, a capovolgere la dimora di Cnosso. Il Minotauro popola il palazzo, li feroce sbrana e tortura, ma nelle segrete sei tu a primeggiare. La capacità di autoanalisi di cui mi hai dato prova mi ha convinto a procedere ignorando ogni direttiva consueta, ogni indirizzo terapeutico standard. Ora parlami del tuo passato, di come sei arrivata a quel giorno. Ti ascolterò per venti minuti, e quindi prenderò di nuovo la parola ..."

"Sono davvero 'io' quella di cui sto per raccontarti? Mi affido al ricordo, solo a questo, per convincermene. Mi chiedi di raccontarti del mio passato, ma se penso al suo inizio, fatico a trovarlo. Dovrei forse cominciare a raccontarti dei lunghi anni sacrificati a Raffaele, e poi al suo semplice ricordo, e a quel rapporto disumano con l'amore e la bellezza, l'affetto e la sessualità. Di questi quattro ingredienti, credo necessari per una vita semplice e serena, ho dovuto fare a meno, o al limite ho goduto in termini parzialissimi, e colpevole. Gli anni dell'università sono stati, da un punto di vista sentimentale, assolutamente vuoti. Nessuno degli uomini che ho frequentato in quel periodo ha significato alcunchè per me. Non sono mai venuti a destarmi nel sogno, e le gite assieme al mare o le discussioni scientifiche o di politica, piacevoli e inutili, non si sono mai confuse a causa di capelli castani profumati di salsedine, o di una voce profonda e calda, o dell'odore di un corpo vicino. Fino al giorno della mia partenza per Berlino, ho avuto un solo amore, prepotente e non corrisposto: Raffaele. E l'amavo in modo talmente folle che non ho mai pensato di cercare un'alternativa, neppure per fare l'amore ogni tanto. Ho conosciuto l'amore puro tanto a lungo da arrivare nelle condizioni di debolezza peggiore, quel giorno.

Quel giorno, e quello che ne venne ...

Per mesi, a seguire, tutti i miei pensieri sono stati una macchia oleosa sui miei vestiti, sotto i piedi. Ovunque andassi, ad ogni ora, ero sporca di malinconia e delusione.

Come sempre nelle storie vere, in questa vicenda non c'è una virtuosa e una crudele.
C'è una soccombente, e un vincitrice."

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