Wednesday, 12 October 2011

Addio

Casa mia non esiste.

Riempo e svuoto luoghi di un'esistenza effimera.

Le pareti che ho colorato di rosso e arancione solo pochi mesi fa in un elegante attico di ###, ora già raccontano una vita diversa, e non ci sono più quadri che ho scelto ad accompagnarne le pareti, ma forse specchi, o fotografie in bianco e nero di volti e luoghi a me sconosciuti.

Quattro anni, sono scivolati via senza lasciare nessuna traccia: non un alberello piantato in un giardino, non un ricordo significativo in alcuno degli abitanti di quella città nella quale non ho smesso un giorno di essere ospite.

Le passeggiate lungo il fiume, e quelle che più mi mancano, le fughe a perdermi nella foresta, non le racconta alcuno, chè sempre solo ho deciso quale strada prendere, e non sarà a me che scriverai per cercare un frammento comune da carezzare o sul quale versare lacrime di nostalgia.

Mi è capitata sotto gli occhi una fotografia.

Appoggiati al parapetto del ponte, un gruppo di ragazzi allegri, e dietro, illuminate da un sole ancora caldo, la cattedrale, gli eleganti palazzi del centro, in lontananza le alpi e sotto il fiume azzurro che s'allarga e placido si fa lago ...

E mi è venuto in mente quello che ho visto ieri, leggendo i ringraziamenti della tesi di un amico che ha preso il dottorato due settimane fa.

Vi ho trovato decine di nomi, e solo un addio.

2 comments:

  1. Non sentirti più solo di quanto non lo siano tutti amico mio.

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  2. Infatti mia cara, io 'vedo' quell'addio che mica e' rivolto solo a me.

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