Thursday, 15 September 2011

Una simpatica canaglia

Il sogno di stanotte dimostra che sono una simpatica canaglia.

Ero a scuola, al liceo, durante una lezione di fisica o matematica.

La nostra professoressa, Elisa, era una ragazza di pochi anni piu' grande di noi, molto competente e disponibile, e le sue ore erano tra le piu' gradite, almeno per me.

Non si puo' certo dire che fosse di manica larga: nei compiti in classe pochissimi raggiungevano la sufficienza, e le interrogazioni non erano alla portata di tutti, e non aveva preferenze o pregiudizi, cocchi o odiati li avresti chiamati ieri, tali da poter influenzare piu' di quel tanto una valutazione.

Nonostante questo tuttavia non c'era, in quegli attimi di incertezza che precedevano la chiamata alla lavagna, o in quell'ansia meravigliosa quando si aspettava la distribuzione degli scritti, l'angoscia delle lezioni di chimica, o il placido disinteresse di quelle di inglese.

Amavo svolgere quei compiti in classe, e piu' quelli di matematica che non quelli di fisica: una strana euforia si impossessava di me mentre riempivo di commenti o strafalcioni i fogli di protocollo, che alla fine delle due ore erano zuppi dell'inchiostro blu di una vecchia penna stilografica che ho usato senza interruzione dalle elementari all'ultimo anno di liceo.

Ingannava l'apparente familiarita' tra docente e studente, o sicuramente era facilmente fraintendibile: gia' li si faceva sul serio, e se non il metodo, sicuramente la costanza allo studio, ed il piacere, l'ho trovato in quegli anni, e non in quelli dell'universita', dove la distanza tra professore e matricola era infinita, e tale da dissolvere non tanto o non solo il peso del giudizio personale, ma la vicinanza per cosi' dire esistenziale tra discepolo e sapiente, e la sensazione di una differenza viceversa colmabile con l'applicazione.

Si rideva, in quel sogno, mentre Andrea, un ragazzo di intelligenza straordinaria che ha voluto stordirla facendo ingegneria invece che fisica o matematica (Silvia perdonami, ma tu sei l'ingegnere piu' brillante del mondo e non fai testo), e rinunciando a una carriera accademica che sicuramente l'avrebbe potuto portare ovunque avesse desiderato, era alla lavagna impegnato in un problema di forza non conservative.

Ricordo un mio commento circa dei campi non differenziabili, e gli insulti bonariamente canzonatori di qualcuno dai banchi giu' in fondo, probabilmente Luca, e gli occhi al cielo della professoressa.

....

In un frammento di questo sogno, o forse in un altro indipendente, succeduto a questo, ancora Elisa parlava al Gio adulto di oggi di Silvia (non tu, ma la compagna di liceo che amai per anni infiniti), e di quella relazione che aveva in quegli anni con un uomo adulto, gia' con un figlio. E da sveglio sono sicuro che qualcosa di simile in effetti si mormorava, ma non circa lei.

...

In quella classe il baccano era cresciuto un po' troppo, e l'ambiente da gioviale s'era fatto confuso.

Senza alzare la voce, l'insegnante riporto' un minimo di calma in classe annunciando un nuovo giro di interrogazioni, facendo cosi' calare il silenzio in aula.

Venne infine chiamato Marco, un amico, un ragazzo assai brillante e scaltro, che oggi so lavorare nel ramo assicurativo, dove immagino prosperi truffando vecchiette e pensionati, che approssimandosi alla lavagna cerco' di scacciare la tensione presentandosi sorridente e abbozzando qualche battuta.

Come una seria docente inflessibile, lei lo mise in guardia: 'Marco, impegnati a non ridere durante l'interrogazione, intesi?' e lui, quel demonio, con un'espressione che tutto voleva dire tranno che serieta', giu' a promettere su centomila bibbie che sarebbe stato serio.

'E per incentivarlo in questo suo proponimento, suggerisco di mettergli un 4 in pagella se ride!'
disse un ragazzo alto e magro, dalla prima fila, sulla sinistra.
'Bravo, ottima idea' replico' la professoressa, 'e anzi per portarmi avanti e come garanzia lo metto subito, in matita'.

Eh si ...

Gia' a quei tempi, e ancora oggi nel sogno, ero una simpatica canaglia.

5 comments:

  1. Più che altro si evince che tu, le mazzate, te le sei sempre meritate ed anche in gran quantità.

    Ma la prof aveva i capelli rossi? :D

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  2. Mi amano tutti, questa e' la verita'.

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  3. Tremendo... Tremendissimo :D

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  4. Amatissimo oltre tutto ;-)

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  5. me la ricordo la penna..

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