Sunday, 25 September 2011

Una briciola, e poi tu

'L'amore è una briciola che sostiene il mondo'.

Queste parole non sono mie.

Me le sussurrò, con un filo di voce appena, una donna che incontrai un giorno di passato remotissimo.
Io ero un uomo di fatica a quei tempi, e mi occupavo di traslochi, sgomberi di solai, carico e scarico merci.
In quella circostanza ero stato chiamato per aiutare con i preparativi del matrimonio di uno dei figli di una signora minuta, ingrigita, malinconica eppure elegante e quasi fiera.
La ricordo tuttavia debole, quasi immobile seduta su una poltrona dalle federe di flanella azzurra, silenziosa e con la mente più che gli occhi attenta a ciò che le accadeva attorno.
Non partecipava direttamente alla trepidazione del momento, cui sembrava estranea quanto me.
Egualmente, gli altri non si curavano di lei, proprio come di uno dei tanti, anonimi, operai che lavoravano tra il salotto e il giardino, occupandosi dell'impianto elettrico o spostando tappeti immensi.

Mi chiamò a sè a un certo punto.

E prese a raccontarmi della solitudine che da quel giorno in poi l'avrebbe avvolta, allora che anche l'ultimo dei suoi figli si sposava, per andare a vivere lontano.

'Loro si dimenticheranno di me, ma non io'.

Non piangeva, era composta, vinta dalla sofferenza ma non esasperata dal male.

E quindi aggiunse:

'L'amore è una briciola che sostiene il mondo'.

Passarono moltissimi anni.

Vennì poi a sapere che all'età di ottantacinque anni, come a dire almeno trent'anni dopo il nostro incontro, quella madre malinconica e sola venne internata in un ospedale per malati mentali, dove morì nel giro di pochi mesi nell'impudicizia dell'indifferenza.

Ancora oggi mi interrogo sul senso di quelle sue parole, che credo comunque d'averlo capito.

L'amore è l'ultimo frammento dell'essere di alcuni individui a resistere al logorio delle vicende, al deteriorarsi imposto dalle abitudini, alla putefrazione indotta dai vermi che tutto occupano.
L'anima si fa polvere man mano che si perde brillantezza, entusiasmo, coraggio ...
E per ultimo, in alcuni casi, se ne va l'amore.
Sfuggito anche quello, c'è solo spazio per la pazzia, poi la morte, e infine l'oblio.

E ho capito che quando precede lo smarrirsi di tutto il resto, per quanto possano resistere centomila altre qualità, primeggia comunque la pazzia, che sempre precede di poco la morte.

Poi è arrivata a trovarmi Alice.

Assieme camminavamo per una città che non esiste, deserta ma non spettrale.
Parlavamo di ogni cosa, soprattutto del senso di una briciola che sostiene il mondo.

Un istante, e non eravamo più soli: emersa dal nulla che sosteneva la mia visione, s'è avvicinata a noi una ragazza dalla bellezza sottile di una dea greca.

Era colei che chiamavo un tempo Alice, la giovane matematica di Firenze che un giorno mi ispirò un ideale di donna che tu mi hai dimostrato non ha dimora solo nell'immaginazione, ma ha un nome, il tuo, una storia, quella della tua vita.

Ho compreso grazie a te una legge per così dire di natura, che infine mi permette di andare oltre la paura di illudere un sognatore, timore che immagino tuo, e di ingannarsi, come potrei fare io.

Perchè sia solida, un'intuizione, deve riferirsi a concetti di uno stesso universo, e non mettere come soggetto e predicato due elementi di categorie diverse.

E' vero: io potrei trascinare per i capelli ogni donna in quel mondo di astrazione dove scivolo all'ennesima meschinità del mondo, o semplicemente quando cerco la bellezza.

E presa così una ragazza qualsiasi, sicuramente finirei per costringerla in spazi non suoi, e maltratterei le mie illusioni, forzandole ad adattarsi ad una realtà a loro troppo diversa.

Ma tu, Alice, in quel mondo hai modellato te stessa, li sei cresciuta, e ti immagino tra biblioteche e musei, lettere ed emicranie, i punti di contatto tra mondi tanto diversi, negli anni della trasformazione di una ragazza intraprendente in donna splendida, e ancora oggi, e domani ...

2 comments:

  1. il senso di una briciola
    che sostiene
    i giorni..
    bellissimo

    patti

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  2. E' inutile che fai l'anonima, lo so benissimo che sei tu.
    Datti da fare: smetti di leggere e inizia a scrivere!

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