Sunday, 18 September 2011

Ruggine

Che sogni strani ho fatto ieri notte.

Il primo e' stato abbastanza insignificante, e ancora una volta è emerso il mio sense of humor, che sono certo sia un tratto non indifferente della mia tempra.

Sono nel mio paese natale, e cammino tranquillamente per il grande viale che dall'edicola si allunga fino alla farmacia e il distributore di benzina.

Proprio all'altezza della stazione di rifornimento si è accumulata una quantità impressionante di copertoni usati, vecchi materassi, immondizie varie: mi disgusta quella sporcizia, e cerco di pensare ad un rimedio per smaltire tale massa di rifiuti.

Diversamente che dalla realtà, il lago è a pochi metri di distanza dal viale.

Con orrore vedo sopraggiungere dalla collina decine di bambini pallidi e magrissimi: ognuno di loro prende un copertone dal mucchio, e usandolo come salvagente si getta nel lago, mentre altri si lasciano cullare, su quei vecchi materassi sporchi, dalle onde.

Mi sorprende la spensieratezza, la gioia di quei piccolini: possibile che sia io il solo a rendermi conto dei pericoli, delle precarie condizioni igieniche di quella situazione?
E poi il nostro lago non è certo adatto alla balneazione: già a pochi metri dalla riva le acque sono profonde, e correnti, vortici, mulinelli nel corso degli anni hanno trascinato via, ucciso, diversi nuotatori esperti ...

Così mi interrogo, e la mia inquietudine circa la situazione si fa certezza, orribile, quando un enorme sottomarino dalla carena divorata dalla ruggine emerge dal fondale.
E' una struttura colossale, spaventosa, chiaramente costruita per scopi militari: i bambini, per fortuna, sono già lontani, ma quel naviglio è un pericolo per le piccole canoe e barchette che pullulano nel lago.
Io non so cosa, o chi, sia a comando di quel mostro, che non segue una traettoria regolare, ma ruota su se stesso come una trottola impazzita, sfiorando gli altri natanti, mettendo in pericolo la vita dei loro occupanti, che pure non paiono preoccuparsene minimamente.

Ad un certo punto, all'ennesimo spin, la prua del sottomarino colpisce una canoa, e quindi si inabissa di nuovo: la piccola imbarcazione prende immediatamente velocità, e finisce per ritrovarsi, in pochi istanti, in fondo, verso uno degli affluenti del lago.

Il pericolo finalmente è cessato, ed io penso, finalmente sollevato, che quel tizio ha appena stabilito il record mondiale di velocità di canotaggio.

Che buffo: mentre io finalmente trovo di nuovo un po' di tranquillità gli altri, che sembrano aver visto solo quell'incidente e non l'emersione nè la successiva scomparsa del sottomarino, sono in ansia e urlano dal terrore.

Il secondo lo scrivo poi.

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