Wednesday, 21 September 2011

Nuda, eri a tuo agio con me

Somigliano a urla di dolore, o a lamenti di gatti in amore, i versi dei gabbiani appollaiati sui tetti.

Mi sto abituando in fretta a riconoscerli, e non mi spaventano piu' come le prime volte, quando mi capitava, sentendoli per strada, di voltarmi alla ricerca di un bimbo caduto per terra, di una donna bisognosa d'aiuto immediato.

Era gia' passata la mezzanotte, e sentendo quella voce m'ero immaginato fosse di un gabbiano nottambulo, e non della mia vicina che faceva l'amore, o semplicemente scopava.

Mi viene in mente un detto che un'amica mi ha insegnato.

'Non c'e' cosa piu' divina
che scoparsi la vicina'

anche se forse la versione corretta e'

'Non c'e' cosa piu' divina
che scoparsi la cugina'.

No, decisamente non e' il mio caso.

Se si parla di 'scopare', davvero la 'vicina' e' la cosa peggiore cui posso immaginare, date tutte le complicanze del caso (quel muro e' un diaframma che non garantisce alcuna intimita').

Non ho teso l'orecchio alla ricerca di un orgasmo voyeuristico, ho semplicemente pagato pegno a una leggera insonnia e sentito qualcosa.

I gemiti, la porta del bagno aprirsi, l'acqua riempire la vasca e poche parole vivaci.

...

Pensavo a te, e te ho sentito gemere, te ho visto aprire la porta, riempire la vasca, sfiorando di tanto in tanto il pelo dell'acqua con le dita, immergendovi poi un istante la mano immobile, per controllarne la temperatura.

Gia' dolce e ancora ardente mi parlavi.

Nuda, eri a tuo agio con me.

2 comments:

  1. Quanto la insozzano la nudità, quanto la massificano, quanto la banalizzano.
    La nudità è un dono, un dono d'intimità!

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  2. Amica mia, hai colto perfettamente il senso di quello che ho scritto.

    Tanto che sono tentato modificare le mie parole, perche' incorporino meglio quel messaggio ...

    Non lo faccio, e lascio tutto com'e', perche' non sarebbe solo mio questo pensiero.

    Un abbraccio

    Gio

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