Monday, 12 September 2011

E' difficile



E' difficile parlare di te.

Ho iniziato a scrivere innumerevoli pensieri, ma non sono andati oltre le premesse, ho cercato di figurarmi episodi fantastici, e nessuno mi e' sembrato opportuno.

Ho provato a immaginare il nostro primo incontro, quello di un paio di vite fa', in un caffe' parigino ai tempi della Belle Epoque, ma mi è parso sciocco trascinarti in un semplice racconto di fantasia.

Vorrei riuscire ad esprimere quella sensazione stranissima che provo in tua presenza, un'amalgama di tranquillita', stupore, autentico piacere estetico, mistero, ma non riesco ad andare al di la di questi sostantivi, che raggruppati così non sono che un elenco disarticolato, e non abbozzano neppure una metafora, sarebbe comunque ardita, di quello che sei.

Di quello che sei per me.

Attendo allora con antica pazienza il tempo che avvicina senza strattoni bruschi, che' quelli a noi amanti delle fotografie in bianco e nero non piacciono proprio.

Attendo il giorno in cui ti sussurrerò tutto quello che sento, innocentemente, all'orecchio, o lascero' scivolare un bigliettino spiegazzato, colmo di ammirazione, sul tuo tavolino.

E nel frattempo torno a nutrirmi del tuo talento, a sorridere d'empatia ai maremoti della tua anima meditabonda e sincera, a cercare in te una malinconia che non puo' fiorire in una ragazza che ha vissuto una sola esistenza.

2 comments:

  1. Che fai ti commenti da solo? :) Maledetto provocatore!

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