Thursday, 11 August 2011

Terrorismo e affari

Mi è stato richiesto, al solito indirizzo, un consiglio.

Il proprietario di una compagnia di apparecchi di indagini medicali ad alta precisione, un pezzo grosso della finanza e della politica Canadese, è in crisi a causa dell'andamento della borsa, e in virtù di uno scarso interesse del mercato nei confronti dei suoi prodotti.

Mi offre un milione di dollari in cambio di una soluzione ai suoi problemi.

Ho pensato attentamente al suo caso specifico, e ho trovato un'ottima soluzione, che mi frutterà ben oltre il milioncino che mi ha promesso questo bastardo.

L'idea è semplice, e l'espongo in questo mio diario segreto, che forse un domani, se mai qualcuno lo troverà, getterà una luce diversa ed inquietante su alcuni dei misteri di questi anni.

Una lettera di una segretaria dell'università di Cambridge entra, specialmente se attesa, in men che non si dica in ogni ufficio governativo del Regno Unito.

Ed un plico spedito da un docente della Columbia University può sicuramente finire sul tavolo di un membro del congresso americano.

Un pacco a nome di un professorone dell'Ecole Polytechnique, infine, si fa strada senza problemi fino alla scrivania di un ministro del Consiglio d'Europa.

Queste cose sono note a qualsiasi accademico con una minima esperienza, ed egualmente conosciute sono le scarse, a volte scarsissime misure di sorveglianza di politecnici, università, scuole superiori.

Si entra ed esce senza difficoltà da questi immensi edifici, semideserti d'estate, o confusi tra le centinaia di studenti o lavoratori durante i semestri, e con identica facilità, si può accedere alla 'posta in uscita', solitamente lasciata in un luogo specifico, magari in una casella accanto a quelle della corrispondenza in entrata.

E allora il gioco è fatto.

Basta una siringa, un po' di antrace, del mastice o della colla per sigillare, un minimo di capacità tecniche ed attenzione e il sangue freddo necessario.

Un piccolo forellino non lo nota nessuno, e se il mittente è il la signorina Jennifer Green di Cambridge, o il Dottor Klimt della Columbia, o il Professor Jospin da Parigi non c'è proprio motivo di dubitare, no?

Perchè il tutto abbia una portata destabilizzante maggiore, colpire contemporaneamente, con l'aiuto di due o tre complici in diversi istituti, e non solo scegliendo tra i destinatari personalità di rilievo, ma anche semplici accademici e tecnici.

Se tutto andrà come stabilito, sarà ottenuto il mio scopo: crollo borsistico di certi indici, io mi sarò a priori protetto, vendendo dati titoli, vertiginosa richiesta di esperti in tecnologie non invasive di individuazione di contaminanti batterici o chimici, blocco delle comunicazioni.

Insomma, io da trader, quello da capitano d'industria nel settore sicurezza, un altro, sconosciuto, interessato a trasporti in sicurezza ... c'è tanto da guadagnare per molti dall'essere terroristi.

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