Sunday, 28 August 2011

Parlavo di te

L'ultima sera, per i pochi amici racimolati in questi anni, e qualche conoscente gradito, ho organizzato una cena in quel ristorante dove un giorno incontrai Cezanne.

In un gruppo tanto eterogeneo si passa con disinvoltura dal discutere dell'idea di libro in M. Yourcenar all'esaminare la strategia migliore per primeggiare in un videogioco, e si chiacchiera con eguale passione del proprio futuro, e ti sorprende che chi si sposta di pochi chilometri, verso una nuova città, è più in ansia di chi follemente traversa l'oceano per incontrare un altro continente, o di un rimedio per ottenere un bel bucato.

Io, parlavo di te.

Ed ogni interruzione, ogni digressione, era pretesto per ricominciare il discorso da capo, e tornare ancora una volta a ripetere l'incipit: 'una mia amica, bellissima, meravigliosa ...'

Non ho detto il tuo nome, nè dove vivi, e qualcuno di loro avrà allora pensato che non esisti, e tutti gli altri forse che abbia esagerato.

...

Avrei voluto fare il tuo numero, e chiederti se fossi ancora in ufficio, sapere come mai fossi tanto in ritardo.

Al tuo arrivo, t'avrei fatto sedere tra me e Giulia, e quella felicità di cui parlavo con lei, sfiorata schivando detersivi e level-up, piatti e bicchieri, avrebbe finalmente avuto tempo e luogo.

4 comments:

  1. Questa Alice la amiamo tutti, perché amiamo te ovviamente ;)

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  2. "Non perderti per niente al mondo lo spettacolo d'arte varie di un uomo innamorato di te"
    Conte
    :)

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  3. Che meraviglia Dautre :D

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  4. E tu lo sai bene cosa vuol dire 'amore' per me, vero Maraptica? :-)

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