Sunday, 21 August 2011

Non serve fanatismo

Sta facendo scalpore, e ne parlano quotidiani di tiratura nazionale, una pagina Facebook che suggerisce di far condividere anche alle tasche dei preti il salasso che colpirà, deo gratias, nei prossimi mesi, gli italiani.

Vi ho dato un'occhiata per trovarvi battute anticlericali, frecciatine o bordate contro questo o quel cardinale o arcivescovo che vanno molto oltre il senso, non triviale, di questa iniziativa.

La mia idea in proposito è semplice.

Non serve fanatismo, tanto meno un sottointeso ghigno sardonico: questa protesta deve avere tutti i crismi di una proposta seria e realizzabile. E dobbiamo interloquire con i segretari dei partiti, far sentire loro questa spinta dal basso. E che si sentano obbligati ad agire, coscientemente ed efficacemente, senza potersi ipocritamente scansare associando in toto a questo progetto la bestemmia e il crudo dileggio.

9 comments:

  1. Non serve né il fanatismo religioso né quello di segno opposto... solo fare un po' di giustizia fiscale...
    Ci ho anche scritto un pezzo...

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  2. C'è però un problema, anche se non sono riuscito a trovare moltissime informazioni in merito e non sono un tecnico. Tutti si scagliano anche contro il fatto che la chiesa non paghi l'ICI, ma i beni appartenenti agli stati stranieri (e il Vaticano lo è) non pagano l'ICI in generale. Poi ci sono informazioni poco chiare in merito a un decreto Berlusconi del 2005 e cose varie, ma non sono riuscito a trovare il bandolo della matassa. Ora il mio problema è questo: se prima non si fa chiarezza e non si capisce bene cosa è effettivamente sensato chiedere, o pretendere, e cosa no (ad esempio: non si può chiedere al Vaticano di pagare l'ICI se poi gli USA, e tutti gli altri stati stranieri non lo pagano). E questa cosa manca completamente in tutti i movimenti facebook based, in cui si mischiano allegramente richieste perfettamente legittime a cose che non stanno né in cielo né in terra...

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  3. Ottima osservazione Miko.

    Qui si tratta tuttavia non di sedi diplomatiche o simili, come forse è il caso per le 'altre nazioni' ma di strutture alberghiere, appartamenti in affitto, ospedali convenzionati e insomma enti a scopo di lucro: in tal senso secondo me sarebbe ragionevole che tutti pagassero.

    Grazie mille del tuo spunto.

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  4. Bravo Notizie, concordo anche con te :-)

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  5. Sono d'accordo sarebbe opportuno. Non sono però riuscito a trovare informazioni precise in merito: alcuni dicono che su quei beni la Chiesa paga l'ICI, altri che grazie a un decreto Berlu 2005, ha ottenuto l'esenzione anche su quelli. Inoltre non so bene la situazione degli altri stati stranieri su quel tipo di immobili. Ci vorrebbe il parere di un tecnico.

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  6. Non lo faranno mai, come non faranno mai una seria politica contro l'evasione fiscale.

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  7. Miko, apprezzo molto la tua attitudine 'matematica'-'formale' (nel senso buono del termine ovviamente).
    Sei davvero il benvenuto :-)

    Gio

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  8. Caro Baol, come dice Silvia, una mia amica, 'faremo per necessità quel che non avremo voluto fare per scelta'.

    Cordialità collega.

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  9. Di solito sono poco tecnico e molto ideologico, ma l'esenzione Ici dei beni della chiesa è dovuta ad un intervento legislativo dell'attuale governo, non so se del 2005 o del 2008 (forse Baol lo saprà). Niente Ici per gli immobili di proprietà ecclesiastica che non siano «esclusivamente» impegnati in attività commerciale - un avverbio che evita il pagamento dell'Ici alla maggior parte degli ex conventi riciclati in alberghi, dove però rimangono degli spazi per il culto - con un ammanco, calcola l'Associazione nazionale dei Comuni italiani, di 500 milioni l'anno. Meditate gente, meditate.

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