Friday, 19 August 2011

Le donne

Giù alla sede principale delle Poste, dove sono stato stasera per spedire il mio contratto di lavoro, uscendo ho visto di schiena una ragazza di colore dalle curve mozzafiato: braccia snelle e nude, due gambe lunghe a convergere sotto una gonnellina bianca lunga appena per lasciare minimo spazio alla fantasia, ed era la sua pelle un velo di cioccolato, e guardarla era già assaporare quel suo corpo perfetto.

Fingendo interesse per i prodotti in vendita dall'altra parte del locale, l'ho aggirata, per vederla anche di viso: e non mi sorprendeva il suo volto di giovane donna appena entrata nella sua maturità e non ancora consapevole del suo fascino.

L'ho immaginata modella, forse danzatrice, o commessa in qualche negozio d'alta sartoria.

Ne avrei venerato il corpo una notte d'estate, ma non le avrei chiesto di fare il giro del mondo con me.

E a quella fata dei boschi che traversava la strada, capelli rossi lunghi e sciolti, e una vita tornita lasciata nuda da una maglietta corta, perfetta su quell'ampia gonna gonfiata dal vento, l'avrei voluta sedurre, e rapire, e portare nel mio nido ... ma non le avrei chiesto di raccontarmi della sua vita.

Quella due ragazze scese dal metro una fermata prima della mia non facevano poi troppo mistero delle loro intenzioni: erano sensuali, provocanti, eccessive ... e le avrei volentieri intrattenute per un po' di ginnastica, ma non avrei chiesto loro di tenermi compagnia in silenzio.

...

Siete infinitamente di più.

Lo sono le vostre debolezze, così spesso sede di un tesoro che non riuscite a riconoscere, e i vostri sospiri, quando non volete adeguarvi all'ipocrisia del buon senso, e rinnovate con una preghiera il vostro coraggio.

Sapete parlare al cuore degli uomini, perfino di quelli che giurano d'averlo ormai perso, spento, morsicato.

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