Wednesday, 20 July 2011

Vivere al buio

Quanti sogni stanotte, e così strani!

Nel primo sono in compagnia di Rosa, una donna che ha visto me e i miei fratelli crescere, e che davvero fa parte della mia famiglia più di tanti cui siamo legati dal sangue, ma non dagli affetti.

E' notte, e assieme visitiamo la bella casa che fu dei miei nonni e che ormai, da quasi vent'anni, è abitata da altri. Li entro, nel sogno, spesso, per ritrovarmi però clandestino, e rapace di sentimenti, quasi non riuscissi a convincermi che quella villa era solo un involucro di cemento, e che al limite può innescare il ricordo, proprio come la sua semplice idea.

Su questo, e il senso dell'atmosfera di un luogo, odori, suoni, e ogni altra manifestazione percepibile dai sensi, tornerò un'altra volta, chè discuterne ora, a latere di un sogno, mi sembra inopportuno.

Con grande sorpresa, ad accoglierci c'è una mia cugina, e con essa i suoi due figli.

Vivono al buio, in un'atmosfera che sembra voler congelare il passato imponendo di ignorare i mutamenti del tempo.

Attorno a noi i bimbi, un maschio e una femmina, giocano, e solo raramente vanno a sbattere contro porte, mobili, sediole: sento mia cugina chiamarli non con i nomi con i quali li conosco, ma con sostantivi ('brio' e ... non ricordo) che non ne condizionino, mi spiega, la scelta d'orientamento sessuale.

Sento un lieve intorpidimento, e mi stringo a una coperta, chè la temperatura, siamo in cucina, è piuttosto bassa, anche se non fa davvero freddo.
Mangiare al buio è complicato: con le mani devo cercare una fetta di prosciutto, un pezzo di formaggio, e quando mia cugina ci abbandona per muovere in tinello, io e Rosa ci sentiamo davvero spaesati, e un po' scossi.

Mentre io continuo il mio pasto, Rosa entra in un'altra stanza, in quello che era il grande salone dove pranzavamo a Natale.
Non passa molto tempo che torna da me, confusa e infreddolita.
Il resto della casa è addirittura più inospitale della cucina: le finestre sono spalancate, il gelo ha invaso ogni angolo, e le pareti, divorate dall'umidità e dalle muffe, cadono a pezzi.

Mi alzo e cerco di guadagnare l'uscita, ma il pasto mi ha forse avvelenato.

Riesco solo a raggiungere il giardino, dove crollo esausto, incapace di muovermi, paralizzato dal freddo.

Mi sveglio spaventato.

Controllo l'orologio: è ancora notte fonda.
Recupero la coperta scivolata sul pavimento, la stringo a me e torno a dormire.

Nel sogno ci sei tu: ti racconto di quella mia avventura in casa dei miei nonni di cui ho scritto ora, ma sempre dimenticandomi dei particolari che mi sembrano importanti.
Quindi ogni volta ricomincio da capo.

Infine tutto si spegne, e apro gli occhi in uno scenario differente.

Sono in Italia, a casa mia.

I miei genitori vogliono farmi parlare con dei loro amici, che hanno saputo del mio girovagare per il mondo.

Mi ricevono in salotto, e si presentano come i genitori di Veronica.
Questo nome, sulle prime, non mi dice molto, ma parlandomi di lei mi rendo conto che è una ragazza che ogni tanto, ai tempi del liceo, mi salutava, quando per caso ci incontravamo per strada.
L'ultima volta, nella verità onirica, l'ho vista sei mesi fa.
Io so per certo che il sogno avrebbe voluto proseguire una direzione diversa, ma l'idea semplice di Veronica, e di tutte le occasioni perse di conoscerla meglio, o semplicemente d'essere io, una volta tanto, a salutarla, inizia subito a perseguitarmi.

Certo, era la miopia a nascondermela, e chissà quante volte l'ho offesa ignorandola: soprattutto però, egoisticamente, sento nascere in me la frustrazione dell'idiota che si rende conto d'aver avuto, e sprecato, almeno alcune possibilità.

E non c'è stata una sola Veronica, nella mia vita.

E quando non è stata la vista, è stata l'inesperienza a giocarmi questo tiro mancino.

Tra i due sogni, è ovvio, c'è un chiaro parallelismo.

Nel primo, scopro con orrore come vivere al buio impedisca i gesti più naturali, e infine congeli tutto, perfino i movimenti.
Nel secondo mi rendo conto d'aver vissuto nel buio la mia esistenza.

La realtà confluisce egualmente verso il punto di contatto tra questi due sogni.

16 comments:

  1. Tu mangi troppo pesante, collega, ti consiglio i cuccioli di foca al vapore

    ;)

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  2. Voi siete un bruto, sono assai scandalizzato, inorridito dalla vostra voracità di innocenti cuccioli di foca.

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  3. Ma se me li fornisci tu?! Mi chiedi pure con quante bastonate li devi far passare a miglior vita ed io ti dico, tutte le volte, "ma non potresti usare un metodo meno cruento?!" e tu rispondi: "No, con le bastonate si inteneriscono le carni e poi mi diverto di più"

    tzè

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  4. Certo, piuttosto che vederti ucciderli con mille punture strazianti di stuzzicadente meglio un colpo secco.

    MOSTRO!

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  5. Lo stuzzicadente, lo strumento giusto di tortura, me ne ricorderò quando ci incontreremo. . .

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  6. Ogni tanto mi domando come sia possibile che Baol tu mi odi tanto, e non riesco proprio a trovare un atomo di una ragione :'-(

    Sei un bruto!

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  7. Io non ti odio per niente, sono un professionista, mi hanno pagato per farti del male, il bonifico è arrivato dall'abruzzo

    :D

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  8. Aspetto che ella venga a negare tutto, anco l'evidenza :P

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  9. Ognuno si prenda le sue responsabilità.
    Baol... tu ste cose le fai "aggratiss".
    Gio... e tu te le cerchi!
    :)))

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  10. @ Gio: Ho solo detto che il bonifico è arrivato dall'abruzzo, non credo che la regione abruzzo abbia un'abitante sola, se hai subito pensato a tale persona significa che pensi sia possibile che essa mi abbia fatto il bonifico per farti del male, altrimenti non avresti chiesto la smentita.

    @ Maraptica: Per lo stesso motivo di cui sopra, come sai che sto lavorando gratis? Puoi solo saperlo perchè il lavoro mi è stato proposto da te.

    Ergo

    sono veramente diabolico Uahahahahahahahaha

    -,-

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  11. ... e pesante! :) Hahahahahahahah

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  12. Infatti mi faccio pagare a chilo, come le braciole di maiale

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  13. Di cinghiale volevi dire, vero?! :*

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  14. Quante chinghiate che ti DAREMO Baolito caro ...
    Quante ...

    :D

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  15. di maiale di cinta senese!

    @ Gio: metterò il cosino per dare i numeri, come nelle migliori macellerie

    adesso mi colpisce il numero...

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