Monday, 25 July 2011

Un sogno semplice

In tutti gli altri casi, un sms che mi sveglia che neppure sono le 9 del mattino, mi irrita, m'incattivisce e quasi m'offende.

Se poi il messaggio mi chiede di alzarmi, cercare un numero, chiamare quel numero, usare le ore del mattino per discutere e non per dormire, quel dolce starnese in panciolle tra le spire di Morfeo che sembra cancellare ogni differenza tra gli uomini e la beatitudine, lo ignoro brutalmente a meno che non ci sia un obbligo lavorativo di mezzo, e in quei casi maledico la mia abitudine di non spegnere il cellulare quando vado a dormire.

A meno, ovviamente, che a chiamarmi non sia quella che io amo.

Certo, perchè in quel caso mi alzo quasi di scatto, e senza mettere neppure gli occhiali, e vi assicuro che in un appartamento in dismissione con scatoloni, mobili, libri sparsi ovunque per un miope questo si traduce nella migliore delle ipotesi in uno stinco dolorante, mi precipito al PC, a cercare il numero da chiamare.

'Buon giorno, sono il Dr. Gio dell'Università di ##, vorrei parlare con @@'.

Altro che se voglio parlare con @@! E so che il tempo sarà tiranno, e non potrò come desiderei, dilungarmi in mille argomenti, conditi dalle nostre risate e legati tra loro da un filo perfettamente logico solo per noi due.

Non c'è stato tempo neppure per raccontarti del mio sogno di stanotte, un sogno semplice in cui c'eri tu.

Qualche giorno fa, hai scritto dell'amore, del tuo cuore.

Il mio sogno è semplice.

In un luogo dalla misteriosa dimensione spaziale, dopotutto è in un universo siffatto che ci siamo conosciuti inizialmente, ci ritroviamo ancora una volta.
Immagina uno sfondo nero, e due aree illuminate a una distanza che la mancanza di altri punti di riferimento rende impossibile da determinare a una prima occhiata.
Quei due globi illuminati siamo noi, e in un secondo momento, quando inizio a parlarti, mi vedo, ombra e luce, gesticolare in quella piccola zona nella tua direzione.

Tu sei immobile, e mi ascolti.

Quello che devo dirti è tutto qui.

In quella pagina del tuo diario, molti, io compreso, abbiamo pronunciato parole come cuore, amore, sentimenti, ma di fatto le abbiamo svuotate del loro significato ...

Solo tu ne hai parlato davvero, sentendone il peso e la forza, non recitando un copione da telenovelas.

Non erano storpiature, come etichette che s'appiccicano a qualsiasi cosa e fanno parodia perfino di ciò che dobbiamo venerare, canzonature simili a bestemmie.

Tu hai chiamato per nome, a te, l'amore, quello autentico, perchè tu lo conosci davvero.

Questa mia confessione te la dovevo.

Nel sogno una profonda vergogna di cui mi faccio portavoce travolge tutti quelli che hanno scritto in risposta al tuo messaggio.

Ma ora, da sveglio, ti devo confessare che conoscendoti, percependo la forza delle tue passioni, la tua tenacia, infinita, mi sono reso conto d'aver mille volte bestemmiato i sentimenti, e fatto sperpero delle parole più preziose.

Però lasciamelo dire ancora una volta, perchè non so come esprimerlo diversamente.

Io ti amo.

1 comment:

  1. hm. dire "ti amo" è facile.
    farlo è difficile.
    provarlo senza morire improbabile.

    riuscire in tutti e tre contemporaneamente lo puoi fare solo se non hai paura, appunto, di morire.

    quindi, ti credo!

    love, mod

    p.s. chiunque passa da qui dopo di me ragioni bene sul fatto se un commento in questo casio sia davvero necessario. per favore.. :-)

    re-love, mod

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