Tuesday, 26 July 2011

Tipazio e Satana

Tex Willer, che sarei io, nel primo episodio è entrato in un'ennesima avventura.
C'è un ricco mandriano che l'ha chiamato per risolvere un problema con dei nemici misteriosi che popolano una foresta, e che da tempo, dice l'uomo, gli causano grossi problemi, uccidendo il bestiame, aggredendo i cow boys e così via.

Nella prima parte, che non ho sognato, s'incrina tuttavia il rapporto di fiducia tra Tex e il fattore, tanto che per tutta la durata della seconda puntata i due sono di fatto, se non dichiaratamente in rotta, almeno in rapporti freddi e di reciproco sospetto.

Indago sulla vita di quest'uomo severo, sul suo passato che non è limpido.

In qualche modo vengo a conoscenza di avvenimenti remoti e recenti.

Vent'anni fa, una giovane donna, una domestica, viveva assieme alla famiglia del mandriano, occupando una stanza al primo piano.
Un giorno venne trovata uccisa, il corpo dilaniato orribilmente, le finestre della sua camera devastate, e ovunque le impronte di sei grizzly, giunti dalla foresta per fare scempio di quella poverella.

Poche settimane fa, invece, è morta la vecchia moglie, una donna grassa e, nelle parole della servitù, di una crudeltà rara, e da allora gli attacchi delle belve della foresta si sono fatti più frequenti.

Piano piano mi faccio un'idea chiara della situazione: la vecchia sposa era una strega, che volle vendicarsi delle attenzioni che il marito dedicava alla giovane domestica facendola massacrare dalle sue bestie.
Se la sua violenza non investì anche il suo consorte è perchè egli pure è, dietro la facciata di allevatore, un devoto del demonio, e causa di infiniti lutti che hanno funestato l'intera regione.

Giungo perfino ad intuire qualcosa che neppure quei due mostri scellerati sapevano: la povera giovine era in verità una sacerdotessa di Manitù, mandata dal grande spirito per contrastare i piani diabolici di quella coppia.

La mia presenza ha spinto il male, ovvero l'uomo e lo spirito della donna, nel folto della foresta, dove mi attende per potermi affrontare in un ambiente a lui congeniale.

La premura, tuttavia, ora è mettere in sicurezza quella casa, e le fattorie vicine.
Per farlo, sento di dovermi recare presso la sepoltura della mistica, e recuperare il suo anello sacro.
E' lei stessa a indicarmi la direzione da seguire: in una grotta angusta, celata all'insolenza dei saccheggiatori e protetta dalla bestemmia dei profanatori, ne trovo infine il cadavere, che le volpi rosse e i lupi argentati sacri a Manitù, fin li trasportarono dopo il massacro.
Mi servo di quel manufatto per disperdere il maligno che risiede nelle case, ma la foresta più fitta, dove si ritrovano i due coniugi, mi è interdetta, nonostante il mio potere.

Per due volte devo chiamare a me lo spirito dell'anello, e solo a costo di fatiche immense, sfiancanti, riusciamo a fuggire alle soverchianti forze del male.

Soddisfatto del risultato pur parziale che sono riuscito ad ottenere, sto per abbandonare quel luogo maledetto.
Sono già a cavallo, punto verso le pianure aride del sud, quando sul mio sentiero incontro un militare che intende penetrare in quella foresta ancora maledetta.
Faccio di tutto per dissuaderlo dal suo progetto ma egli, ostinatamente, si rifiuta di credere alle mie parole.
Fingo allora di abbandonarlo ma in verità, senza farmi vedere, lo seguo, chè sicuramente avrà bisogno del mio aiuto.
I miei peggiori presentimenti si concretizzano quasi immediatamente: s'imbizzarrisce il cavallo, lo disarciona e quello si ritrova solo, e già circondato dagli stessi grizzly che diedero la morte alla sacerdotessa di Manitù.
Veloce come il vento, disinteressandomi del pericolo, accorro in suo aiuto: ancora una volta, tuttavia, il mio non sarà un combattere, ma un fuggire.
Lo prendo per un braccio e l'aiuto a guadagnare la cavalcatura, e quindi scappiamo, senza neppure guardarci indietro, e lasciando al suo destino quella parte di male che non abbiamo potuto combattere.

[confluiscono in questo sogno alcuni elementi di Tex recentemente letti, ma accostati ad altri originali]

Finisco di leggere e non sono più Tex, ma Gio, a passeggio per la mia città.
So di aver sognato, e sono felice di esser giunto alla fine della vicenda, pur terribile, senza essermi svegliato.

Consulto wikipedia da un terminale pubblico.

Vi leggo che esistono tre tipi di sogni: apotropaici, sono quelli di cui non hai memoria al risveglio, e non ricordo gli altri due nomi, che descrivono quelli che hanno una trama e quelli che traducono sensazioni semplici, slegandole da un intreccio sensato.

Continuo la mia ricerca, e leggo di Tipazio, uno commentatore latino del primo secolo dopo cristo, secondo il quale 'Satana prospera nei periodi di pace', in quanto nel silenzio egli si ristora, e guadagna le forze necessarie ai suoi malefici.

Tornerò, dunque, nella foresta: questo è il mio impegno!

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