Sunday, 24 July 2011

"Se l'è cercata"

Io non conosco Amy Winehouse.

Penso d'averne ascoltato la voce, consapevolmente, solo ieri, dopo che la notizia della sua morte ha iniziato a diffondersi.

Non voglio parlare di questa povera giovane come musicista, non ne avrei le competenze, nè come persona, dato che la mia conoscenza si limita davvero alle poche notizie che, per osmosi, in questi anni mi sono arrivate tramite la lettura veloce dei quotidiani, che ne tritavano i problemi fino a renderli notiziole, scandaletti corredati da fotografie, da sbattere in prima pagina.

Voglio discutere di quel "Se l'è cercata" che ho sentito ripetuto da mille individui circa la sua morte.

"Era una donna ricca, poteva avere una vita serena, e invece è andata ad ammazzarsi a 27 anni. Nessuna pena per lei, se l'è cercata".

Fa capolino il vecchio caro buon senso, che torna alla carica con:

"Se ogni persona con alti e bassi si drogasse come faceva lei, nel giro di una settimana metà della popolazione umana si estinguerebbe: ci sono milioni di depressi, ma con un po' di forza di volontà si superano tutti i problemi".

E poi non può mancare ovviamente il compassato, certo:

"Fossi stato al suo posto, mi sarei goduto la vita"

dove rammarico e invidia si toccano e fondono assieme per generare un bieco egoismo.

Ecco, io quando mi rendo conto che questa gente rappresenta una parte non picciola dell'umanità, sento brividi di terrore correre su e giù per la schiena.

Ripeto: non conosco questa donna, ma nessuno di quelli che l'ha dipinta come una sciocca viziata all'eccesso ne può avere un'immagine più autentica della mia.

Non intendo discutere qui delle eventuali, probabili, ragioni della sua fine: i mille fattori della depressione autentica, e la solitudine di chi si ritrova circondato da superficialità e interesse, sono solo in potenza legati a questa tragica fine di cui ben pochi possono parlare con giudizio.

Penso solo alla cruda, glaciale fretta con la quale in molti si convincono di una ragione, una facile verità, e del disprezzo che vomitano sul diverso.

L'incapacità di comprendere realtà appena più complesse di quella personale, la volontà di restare ancorati a quel punto di equilibrio inesistente che è l'illusione di un'etica senza paradossi, la sozzura di idee limitate da pregiudizi di vecchie perpetue, l'idiozia del buon senso comune, la sicumera impietosa perfino davanti all'evidenza ...

Prima parlavo dei brividi che ho provato quando ascoltando certe parole profuse in abbondanza.

E mi è venuto in mente che davvero, come al freddo ci si può prendere una polmonite, e nessuno se ne sorprende, e tutti chiamano quella 'una malattia', così l'umanità spesso è glaciale, ed un male non meno insidioso, egualmente causato da un fattore esterno, può affliggere un singolo, vulnerabile uomo.

Di questo però, solo alcuni sono consapevoli.

E in questo grande calderone di quelli che 'se la sono cercata' finiscono alcuni dei più grandi dell'arte, della filosofia e della scienza.

Virginia Woolf, se l'è cercata.
Socrate, se l'è cercata.
Boltzmann, se l'è cercata.

...

24 comments:

  1. Fai bene a sottolineare certi atteggiamenti...

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  2. in effetti certi soggetti dovrebbero capire la loro inutilià su sto mondo e cercarsela anche loro.

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  3. Non poteva che finire così...

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  4. Come hai ragione, Gio! Anche se tutti, ma proprio tutti, dovrebbero capire che la vita di chiunque è preziosa - che si tratti di 'drogati pieni di soldi' o che si tratti di coloro che definiscono i primi 'drogati pieni di soldi'.
    Ma non si può augurare a tutti di tenere un conto aperto e quotidiano col pensiero della morte (come nel mio, e temo anche nel tuo, caso) per imparare a relativizzare il proprio punto di vista, anziché esprimere sempre giudizi assoluti su chiunque, vero?
    Ti bacio, mio caro.

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  5. Non entro nel merito della questione. Non l'ho seguita. Pero' di fatti come questi ce ne sono stati moltissimi, e non solo nel mondo dello spettacolo dove i giornali, tutti, ne fanno un prodotto mediatico, sfruttando della persona non soltanto la sua vita, ma anche e soprattutto la sua morte.
    Cio' che invece mi fa riflettere, non solo riguardo a questo specifico caso, ma riguardo a tutti quelli piu' o meno similari, e' che esiste una differenza sostanziale se si tratta di un incidente legato all'incoscienza oppure se si tratta di una precisa scelta. Sono due cose diverse che non possono essere trattate allo stesso modo. E fintanto che non sappiamo la verita' su quanto e' avvenuto, non si puo' neppure esprimere un'opinione.

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  6. Notizie, mi ha davvero sorpreso la laconicità di certi commenti.

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  7. Dea, quelli hanno trovato l'Eldorado della stupidità e li è tutta cuccagna per loro ...

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  8. Probabilmente si Maraptica, e se non fosse stata la droga sarebbe stato qualcos'altro.

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  9. Brava Minerva, bella osservazione.

    Si fa fortezza della propria arroganza, ed abbatterla a cannonate non è la cosa migliore da fare ;-)

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  10. Giusto Klara, infatti questo post non è su Amy Winehouse (non la conosco) ma sull'efferatezza di chi distingue 'buono' da 'cattivo' in base a categorie brutali, precipitevolissimevolmente.

    E' una violenza terribile, che non si esercita selettivamente, ma invece s'applica a ogni soggetto che sfugga all' 'accettato'

    E' terrificante.

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  11. Condivido il commento di Klàra... ma chissà quando dolore a volte apparentemente invisibile ci vive dentro!
    Ciao Gio!

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  12. Ciao Sara :-)

    Come dicevo a Klara, neppure io mi permetto di dire di 'lei', ma di quei sempliciotti che sparano a zero, conoscenda la situazione quanto me.

    A presto!

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  13. AnonymousJuly 24, 2011

    chi spara a zero sugli altri ...forse...spara a zero anche su sè stesso...

    e il giudizio ,espresso, di alcuni, non può cambiare il giudizio di altri...

    la distinzione tra buono e cattivo è forse funzionale alle loro vite...
    chissà...

    la necessità della non distinzione estrema sarà funzionale ad altre vite...

    chi può dire con assoluta certezza cosa sia bene o sbagliato?

    qualcuno potrà obiettare che c'è necessità di sapere ciò che sia giusto o sbagliato...
    forse v'è ragione in questa richiesta...
    forse c'è necessità di sapere oltre quali limiti non sia più giusto spingersi...
    quindi è giusto stabilire il bene ed il male?!
    chissà...

    troppi interrogativi in questa mia risposta...
    ....
    un sorriso uomo nel deserto...

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  14. Giusto e sbagliato sono categorie, cassetti nei quali ognuno mette quello che vuole. Una cosa senza senso.
    Si possono giudicare le azioni, non le persone. Ancora più in questo caso.
    Amy era una persona ipersensibile in modo inimmaginabile. Se la si guardava nel modo sbagliato si metteva a piangere. Per questo si è fatta una corazza. Fragilissima. Tutto le faceva male. Era carne viva, ferita aperta.
    Per giudicarla bisognerebbe aver provato un infinitesimo di quello che "sentiva".
    Ogni parola su di Lei è inutile.
    Sentir dire che se l'è cercata mi mette dentro una rabbia che non so esprimere.

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  15. Donna, secondo me la piu' grande conquista non è cogliere 'giusto e sbagliato', ma come dice Xtc, e devo confessare che mi illumina, la differenza tra azione e persona.

    Per giungervi, interrogarsi indica la strada maestra ;-)

    A presto!

    Gio

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  16. Davvero illuminante Xtc, e la rabbia è la mia stessa.
    Grazie di cuore.

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  17. AnonymousJuly 25, 2011

    quindi è giusto parlare di azioni ma sbagliato esprimere opinioni o giudizi su persone?!
    ho capito bene?
    ;)

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  18. Questa è la mia interpretazione dell'Oracolo di Xtc ;-)

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  19. AnonymousJuly 25, 2011

    quello che penso io, personalmente, è che la gente è troppo facilotta nel dire "se l'è cercata" (parlo in generale). si, d'accordo, materialmente non c'è dubbio che se la sia cercata. ma perchè nessuno si chiede "PERCHE'se l'è cercata?". tropo facile puntare il dito quando non è puntato su di noi. le dipendenze (alcool o droga che siano) sono una brutta malattia, parlo per esperienza (indiretta/diretta). e se qualcuno dicesse di me "se l'è cercata" preoccupandosi solo di fare il bigotto del cazzo mi ferirebbe parecchio. "oggi a me , domani a te" come si suol dire. e il fatto che oggi quella stessa persona che sta condannandone una non sia nella sua stessa situazione, non gli dà il diritto di sentirsi umanamente migliore solo perchè non ha giusto quel vizio. ne avrà sicuramente di altri, e chi lo sa, magari anche peggiori.
    tutto questo per dire che troppa gente non si mette nei panni altrui, ma li toglie anche di dosso. per arrivare a tanto, doveva stare male, ma male davvero. riflettiamoci invece di fare i moralisti.
    surte.
    Anam.

    (non so perchè non riesco a postare)
    ti lascio link
    http://motelwoodstock.blogspot.com/

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  20. Grazie, grazie e ancora grazie per questo post! Se c'è una cosa che mi manda davvero in bestia è la gente che emette sentenze, specialmente se le suddette riguardano un argomento tanto spinoso quanto delicato quanto, ahimé, spesso banalizzato come la depressione. Amy Winehouse soffriva di un male terribile, la manic depression cantata da Jimi Hendrix, oggi conosciuta come disturbo bipolare, di cui si parla troppo poco e male. Io non auguro a nessuno di coloro che parlano a vanvera senza un briciolo di rispetto per una vita che si è spenta di sperimentare neanche minimamente un dolore tanto grande...

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  21. Grazie delle tue parole Anam.

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  22. Yuki, devo confessare che mi ha sorpreso, e turbato, la mole di insulti e sentenze che, a cadavere ancora caldo, sono piovute, assolute, sulla sorte di questa donna, di questa artista.

    Mi torna alla mente Proust ...

    Prova a leggere qui :-)

    http://popolosodeserto.blogspot.com/2009/10/2329-pagine.html

    Buona giornata a te!

    Gio

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  23. caro gio, condivido in pieno questa tua riflessione, è vero se l'è cercata, ma chi siamo noi per giudicare? la povera amy aveva un fardello troppo pesante da portare e non ce la fatta

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  24. Non c'è nulla da aggiungere.
    :-)

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