Thursday, 14 July 2011

Ricordi

Le grida mi presero di sorpresa e quindi, incuriosito più che spaventato, aprii le grandi persiane del terrazzino, quello che dava sul cortile interno, e mi misi a guardare.

Seminascosto tra i vasi di fiori, li vedevo: giù, al pian terreno, sull'uscio dei rispettivi appartamenti, i grandi litigavano furiosamente.

Se ne stavano parecchio distanti tra loro, ognuno davanti alla porta di casa propria, quasi fossero cani rabbiosi tenuti alla catena, e inveivano, e si minacciavano terribilmente.

Mi pareva di capire che fossero due coppie contro una, e m'assalì una paura sconosciuta.

Non quella che avrei oggi, l'eventualità di un fatto di sangue, di un degenerare inarrestabile da litigio a rissa, ma quella di un bimbo che si scopriva ingenuo.

Ma com'era possibile?

Quelle persone erano sempre abbastanza gentili con me, alcune buone perfino, e d'improvviso le vedevo aggressive, furiose ...

Conoscevo i loro figli, frequentavo i loro appartamenti, li chiamavo per nome ... e non riuscivo a concepire che persone a me vicine potessero, tra loro, essere così distanti da odiarsi rabbiosamente.

D'un tratto mio padre spalancò una finestra.

La sua voce sovrastò quella dei litiganti.

Minacciò di chiamare la polizia, 'Vergognatevi', aggiunse, e quelli, zitti, lo guardarano, senza ribattere.
Rientrarono forse borbottando nelle loro case, e comunque nulla di simile si ripetè mai più.

Un simile episodio potrebbe farvi pensare che mio padre è un bruto, un poco di buono, un prepotente.

Nulla è più distante dal vero.

Di sicuro è, ed era, un uomo di forte carattere, carismatico e autorevole.

Se ho scritto di questo sciocco ricordo, remoto e insignificante tra mille altri, è proprio per non perdere, ora che il tempo, bastardo, ottunde un poco, un'autentica immagine di mio padre.

Già, di mille ricordi questo, poche pennellate che non conoscono trama, è certo il meno indicativo, e proprio per questo l'ho scelto per primo.

In qualche modo, raccoglierò, forse non qui, anche altre immagini, quelle che nessuna tecnologia può perpetuare quanto la parola.

Un paio di giorni fa scrivevo di mio padre a un'amica, e poche sillabe erano sufficienti per darne una descrizione appropriata.

"Quando io e mia sorella ne parliamo, gli troviamo mille difetti.
E pochi pregi, ma infiniti".

4 comments:

  1. Ma secondo te, un bruto può mai dire "vergognatevi!"??? Non lo avremmo mai pensato!!!

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  2. In effetti imbracciava un lanciafiamme mentre lo diceva ;-)

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  3. Scrivi meravigliosamente bene Gio!
    Pinchi(mio padre)l'ho perso trent'anni fa.. non avrei mai voluto lasciarlo andar via!:-(
    Poi si vive nel ricordo! :-)
    Bacio.

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  4. Cara Chiara, sei troppo gentile.
    Davvero, queste parole mi sembrano tanto sciocche.
    Ma voglio radunare perfino i dettagli più stupidi, e custodirli, e un domani raccontarli a chi saranno i suoi nipoti (non figli miei).

    Un abbraccio!

    Gio

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