Thursday, 28 July 2011

Per non dimenticare: il genio di Renato Brunetta

Eh no Brunetta, lei non mi inganna.

Correte a 20:45, dove il ministro Brunetta parla di 'crisi nera'.



E adesso leggete questo trafiletto, estratto da un'articolo del Corriere della Sera, datato 15 giugno 2008.

Le cronache del ricevimento al Quirinale descrivono Brunetta «mano nella mano con un’alta e giovane donna vestita di trasparenze voiles». «Sì, è la mia fidanzata. Ufficiale. Si chiama Titti ma il cognome non lo dico. È un’arredatrice d’interni. Condivide la mia passione per le case. Ne abbiamo due, a Venezia e a Todi». Il momento magico lo induce a professioni di ottimismo. «Ma è un fatto, non una mia opinione: il declino non esiste. Non esiste la recessione, né in Italia né nel mondo: recessione è quando per due, tre trimestri di fila il pil diminuisce; invece l’Italia è sempre cresciuta, sia pure poco. Non esiste neppure la crisi dei subprime ». Come non esiste? «Esiste una crisi di crescita. E di governance. Ma i subprime non c’entrano niente. I derivati sono un aspetto virtuoso, positivo, della straordinaria crescita economica americana di questo decennio. La tensione sui subprime incide in minima parte sui bilanci delle banche. Crederà mica che la Northern Rock sia fallita per i subprime? È crollata la fiducia dei risparmiatori. Dobbiamo e possiamo recuperarla». Sì, ma in che modo? «L’economia italiana non è messa male. È in sofferenza per il prezzo del petrolio. Controllo dell’offerta, aumento della domanda: agli arabi conviene tenerlo sotto piuttosto che venderlo».


Ecco, io questo non posso dimenticarlo, caro ministro Brunetta.

E la sua credibilità è allora meno che zero, specialmente se mi torna alla mente che lei si è considerato un economista da premio Nobel.



PS:
Nel primo video, verso il minuto 24, inizia un interessante e imprevisto battibecco tra Brunetta e Sechi circa il finanziamento pubblico ai giornali che vi suggerisco di non perdere. Pur con imprecisazioni, non si cita ad esempio l'eccezione del Fatto Quotidiano, trovo assai godibile quella parte, che sicuramente presenta il miglior Brunetta. Tuttavia questa è solo una parte piccola, prossima all'ovvio, e non è sufficiente a risollevare davvero la mia opinione nei suoi confronti.

La mediocrità non meno della disonestà ha contribuito allo sfascio del nostro paese.

6 comments:

  1. L'unico premio Nobel che certa gente si meriterebbe di vincere e' quello di arrampicata sugli specchi.
    Ormai in Italia funziona tutto cosi': dici una cosa, poi il suo contrario, poi torni alla versione originale, poi la contraddici di nuovo.
    Questa e' la politica italica, e questi sono i politici piu' bravi: qelli che meglio di tutti riescono a metterlo nel culo alla gente senza farsi linciare (come accadrebbe innazioni piu' barbare e incivili).
    Non so se sia piu' idiota Brunetta, o chi fino ad oggi gli ha dato il suo voto.

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  2. Per quanto riguarda l'idiozia, vince il votante.
    Se invece vogliamo riferirci alla mancanza di senso del pudore, Brunetta e soci non hanno rivali.

    Ciao Klara!

    Gio

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  3. Solo del pudore?
    Brunetta deve aver avuto (ha tutt'ora) problemi...psicologici, talmente tanti che se non sparerebbe (e con che cattiveria) cazzate nessuno lo vedrebbe!
    In qualche modo bisogna emergere!:-(
    Scusa Giò,sei stato anche troppo buono,Brunetta è una delle poche persone che veramente non sopporto!
    Delle sue assenze e dormite rese pubbliche pochi ne parlano!
    Bacione! :-)
    Ps ho scritto due post che parlano di lui,ma è meglio che non leggi: sei troppo sensibile!:-)
    SARA

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  4. Brunetta si è annegato in un bicchier d'acqua Sara!
    Ma vi invito ad ascoltare anche il battibecco con Sechi: è forse la parte piu' interessante della discussione.

    Ciao :-)

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  5. ,Concordo, l'idiozia è del votante, perchè il vincitore ha scelto una corte di buffoni, mentecatti e prostituti/e per fare i propri comodi....dove li mettiamo i vari Calderoli, Borghezio ecc. ecc. Tutto questo in cicli e ricicli storici porta allo sfascio... .

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  6. Io saprei dove metterlo Borghezio ...

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