Thursday, 14 July 2011

Paura di volare

Con i miei colleghi sto seguendo un seminario.

Non ricordo esattamente il tema della discussione, ma uno dei professori verso la fine del suo talk inizia a discutere di una sua recente brutta esperienza in aereo: in pratica si è trovato a partecipare ad un esperimento sulla sicurezza e i limiti strutturali dei veivoli ad uso civile, e di fatto io, non so come, mi ritrovo a seguire le sue orme.

Così con un mio amico salgo a bordo di un vecchio rudere, un aereo russo di costruzione remota, e mentre ci mettiamo le cinture e seguiamo le usuali procedure, uno speaker ci illustra l'esperimento che stiamo per vivere.

In pratica andremo incontro a turbolenze estreme, e solo per verificare la tenuta del mezzo.
Al momento l'intera idea non mi sembra una pazzia: dopotutto è stato un professore a parlarci di quell'esperimento, e dunque dev'essere sensato.
La voce metallica dell'altoparlante ci introduce al capitano, un uomo non vecchio ma d'aspetto molto malandato, emaciato, visibilmente sofferente, con una barba incolta a nascondere rughe profonde.
Ci spiega, quell'impersonale osservatore, che si tratta di un malato terminale, e che solo per questo si presta alla prova che stiamo per affrontare.
Rapidamente ci vengono anche presentati i membri dell'equipaggio, e gli altri passeggeri: tutti, anche se non gravemente quanto il capitano, soffrono di mali, e tuttavia, diversamente da questi, celano i loro visi dietro a maschere di plastica.

L'aereo prende quota, e dentro di me sono abbastanza sereno: andando a Boston, dopotutto, ho vissuto una brutta esperienza, e penso che questa m'abbia levato un po' della paura dell'aereo.

Infatti, quando iniziamo a percepire le sollecitazioni fastidiose di correnti d'aria, tranquillizzo il mio amico, assicurandolo che per andare a Boston 'ho provato assai di peggio'.

Che buffo, una volta era lui, durante i viaggi in aereo, a prendersi questa responsabilità!

Certo che la situazione, a un tratto, si fa davvero severa: l'aereo s'impenna, poi va giù in picchiata, e mi rendo conto che il fatto che sia un esperimento non significa che andrà a buon fine!
La paura diventa terrore, ma senza impossessarsi di me mai del tutto, quando una fiammata dalla carlinga s'allunga fin nella pancia del veivolo, dove siamo noi passeggeri.
Guardo fuori dal finestrino, e vedo che ormai stiamo precipitando, o forse ... no, non siamo perduti!
Proprio prima di giungere a terra, l'aereo torna in assetto, e riesce a planare meravigliosamente.

Il capitano esce dalla sua cabina, e ci annuncia che siamo salvi.
E io vedo che non solo è sollevato in volto, ma davvero sta fisicamente meglio.
E capisco che non è perchè ormai senza speranza che lui si presta a quelle prove estreme, nelle quali potrebbe perdere la vita, ma perchè per lui si tratta di un'autentica cura.

Non è spacciato, ha ancora possibilità di salvezza!

Scendiamo da quel marchingegno infernale, e il mio amico svanisce.
Trovo al suo posto mia sorella.

Con orrore guardiamo la carcassa dell'aereo: mezzo bruciacchiato, con la carena tutta un rottame ... e sotto, vicino al carrello, delle grosse eliche metalliche ...
E io capisco che tutte quelle perturbazioni non erano per così dire esterne, ma indotte artificialmente, per scelta, dal progettatore di quel formidabile test.

Siamo arrivati a Londra, dove io devo partecipare a un congresso.

E' calata la sera, e mille luci illuminano quella che mi sembra un'immensa stazione ferroviaria.

Mia sorella va di fretta, vuole raggiungere in fretta la metropolitana, e non si ricorda se la prima o la seconda linea.
Ma io la tranquillizzo: non c'è fretta.
Ormai siamo arrivati.

'E' vero Gio', mi dice.

E assieme camminiamo tranquilli per una Londra dall'atmosfera natalizia.

8 comments:

  1. :)
    Ma cos'hai in quella testolina?!
    Cosa? :D

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  2. Devo ammettere che è piaciuto anche a me questo sogno ;-)

    I miei omaggi, signorina Dautre

    Gio

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  3. Mi sembra un sogno in tema col dialogo epicureo ... :-)

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  4. Ua volta, in uno dei tanti Dylan Dog che ho letto Groucho ripete questa battuta non mi ricordo di chi:

    "voglio morire sereno nel sonno come mio zio e non urlando di terrore come i passeggeri del volo che pilotava"

    ciao collega :D

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  5. Te l'ho detto che l'amo il nostro Epicuro ;-)

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  6. Grazie collega, ora si che prenderò l'aereo sereno la prossima volta ;-)

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  7. Sai che ti voglio bene :D

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  8. Pagherai tutto con salatissimi interessi ... :D

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