Tuesday, 19 July 2011

Palma, Nigrino, Celso, Lusio Quieto

Stavo parlando dei nemici dell'imperatore Adriano, a quel party.

Da quando si crede ch'io sia uno scienziato, di più, uno dei così detti cervelli in fuga, capita che mi si inviti a matrimoni, mostre, ricevimenti, eventi mondani.

So bene, in queste circostanze, d'essere null'altro che una portata in più, una decorazione da esporre in bella vista, per un momento solo ovviamente, ma non posso negare di provare un piacere non perverso nel confronto con grandi industriali, sportivi, politici: rappresentanti di un mondo che non è il mio, imparo a riconoscere ad ognuno di essi qualità differenti, e a distinguere dunque, perfino in quel piano a me parallelo, amici e nemici, onesti e iniqui.

Alle volte mi ritrovo così a dialogare con membri dell'alta società, e così è stato ieri notte.

...

Converso amabilmente con delle donne di letteratura e storia, declinando ogni invito a discutere della mia ricerca scientifica, quando una delle mie interlocutrici inizia a parlarmi del luogo in cui siamo.

Si tratta di un magnifico palazzo in stile rinascimentale, immerso in un grande parco: insomma, una piccola reggia.
Vi si organizzano da anni feste, ma una sorta di maledizione, tentatrice ma terribile, perseguita chi, pagando cifre folli, s'avventura in quelle stanze ampie, dalle pareti dipinte.

I miei ricordi sono un po' confusi: so che si sta festeggiando un matrimonio, ma mentre mi interrogo circa quello che mi è stato appena detto, mi ritrovo solo, chè gli altri, presi da un improvviso terrore, sono scappati.

Un corvo entrato in una delle stanze: questo è bastato per mettere in fuga tutti gli invitati, e per quanto io stesso trovi inquietante quella presenza, non riesco a capacitarmi di una tale, sproporzionata reazione.

Incuriosito, anche se un po' timoroso, inizio a indagare, camminando per i corridoi solo illuminati dai raggi della luna, e le deserte stanze, ancora piene di luce, di quella reggia, dove la fuga ha lasciato ancora le tavoli imbandite, e ovunque doni, candele accese, vestiti d'alta sartoria.

Le finestre ... sembrano chiuse, ma a una leggera pressione, tutte si aprono.
E le porte, alcune sono spalancate, altre serrate, senza maniglia addirittura.

La mia esplorazione va avanti a lungo, e mi accorgo di incontrare delle resistenze sempre maggiori: se all'inizio era solo un corvo a potermi spaventare, ora sono insetti, grossi ragni, piccoli serpenti, pipistrelli quelli che trovo per i corridoi.

Ed è forse la solitudine a far crescere dentro di me la paura, e promuoverla infine ad angoscia quando sento l'approssimarsi di passi pesanti, e il suono come di un grosso martello, o forse un'ascia da guerra, trascinarsi per terra.

Spalanco una finestra e scappo in giardino.

Dalla casa sento urla minacciose inseguirmi, e con il cuore in gola raggiungo infine il cancello, aperto, e guadagnò la mia libertà.
Scampato al pericolo, scoppio in una fragorosa risata, e torno a guardare il palazzo lontano.

A pochi metri di distanza, ad una tavola calda, ritrovo i miei ospiti che, seduti all'aperto, rilassati, mangiano panini e bevono coca-cola.
Anche loro sono tranquilli, ma appena inizio a parlare della casa, un'ombra scura cala sui loro volti.
La sola idea di quel luogo, che pure è li, davanti a loro, la sola cancellata a dividere, li terrorizza.
Prendo a parlare, ed ecco che una scia di pipistrelli esce da una delle alte finestre, e fa per venire nella nostra direzione, diffondendo ulteriore panico tra quelli.

'Adesso ascoltatemi' dico ad alta voce.

Nella mia mente ormai tutto è chiaro: il padrone del palazzo da anni organizza questi ricevimenti sontuosi, e la fama di luogo di stregoneria gli permette guadagni eccezionali, chè quegli allocchi dell'alta società, pur di provare un brivido, sono disposti a credere a qualunque cosa. Durante la mia esplorazione della casa sono convinto d'aver racimolato abbastanza prove per sostenere la mia ipotesi, ed ora la voglio esporre.

'Con tutte le finestre aperte, e il parco li fuori è più che naturale che la casa si riempia di animali notturni'.

La sorpresa tra loro è grande, chè nessuno di essi s'era accorto che le finestre erano di fatto aperte.

'E qualcuno, dietro le porte senza maniglie, osserva attentamente le vostre reazioni, architettando illusioni ottiche o sonore per farvi impazzire dalla paura'.

E' sorprendente quanto mi sia facile convincere quella gente delle mie idee: sono già pronti a tornare sui loro passi, e allora mi viene da aggiungere qualcosa.

'Sia chiaro che io non intendo tornarvi dentro. Perchè se invece che farmi trovare un pipistrello, ora che sanno che abbiamo scoperto il loro gioco, questi sguinzagliano per la casa dei Rottweiler, per quanto tutto sia frutto di un artificio, di un volgare trucco, il pericolo sarebbe quasi mortale'.

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