Sunday, 17 July 2011

Il cane bianco e Alice

Come una cucitura interna tiene legate tra loro le diverse pezze di un vestito, ma dall'esterno non si vede, così nel sogno di stanotte Alice è stata legame tra le varie scene, senza che però mai fosse presente.

E' stata un nome ricorrente, una presenza importante ma inafferrabile, come il vento che tutto muove eppure è impossibile da vedere, cogliere per immagini.

Sono inizialmente in un grande prato, da solo.

Lontano, davanti a me, vedo sorgere le montagne della mia infanzia, e se volto lo sguardo a destra o a sinistra, fitte foreste, scure, tenebrose, ma tanto distanti da non farmi temere alcun chè.

Cammino in quell'omogeneo verde infinito, quando all'improvviso appaiono, alla mia destra, due adulti, entrambi uomini di mezza età, e un bambino.

Hanno la pelle scura e un poco vermiglia degli indiani, e quella loro tranquillità, che non ho ancora capito se connaturata, o semplice rassegnazione all'umiltà dei lavori che svolgono nel nostro occidente.

Il bimbo ha con sè un pallone, e ci gioca timidamente.

Arriva allora mio padre, e mi dice che sono amici di Alice, e quindi si allontana senza che me ne renda conto.

Un tiro un po' impreciso, ed ecco che la palla m'arriva tra i piedi.
Allora, spolverando le mie abilità calcistiche ormai in pensione da almeno 20 anni, faccio qualche palleggio, mostrando un'abilità non comune, e in poco tempo ci troviamo, io e il piccolo, a scambiare qualche tiro, e gli insegno così alcuni dei miei trucchi.

Sparisce però il prato, si sciolgono i monti e le foreste, ed ecco che mi ritrovo nel salotto di casa mia.

Al posto del bambino, un bellissimo cane bianco, un cucciolo di poche settimane, e non più i due adulti, ma due cani neri: anche se non ho assistito a nessuna metamorfosi, io so che le tre persone di prima in qualche modo corrispondono a quei tre animali.

Figuratevi la mia gioia alla vista di quelle creature: i due adulti sono tranquilli, ma il piccoletto è vivace e giocherellone, e allora lottiamo, e lo riempio di coccole e cure.

A un certo punto, qualcuno getta un'osso al piccolo.
Uno degli adulti gli si avvicina, per arraffare quella prelibatezza, ma lui, dimostrando un bel carattere, ringhia, e infine l'altro desiste.

Io, tuttavia, riesco a sfilare l'osso dalla presa del cucciolo senza che questi protesti minimamente.

E allora penso che il nuovo arrivato, perchè io so che i due adulti sono solo di passaggio, mentre lui resterà, è proprio tosto come Ame, la nostra cagna superstite, e che non vedo l'ora di farli incontrare.

Chiedo al babbo dove sia, e lui mi spiega che è al piano di sotto, con Alice.

'Ti stanno aspettando, vai da loro con il cucciolo' mi dice.

Il sogno finisce prima che possa vedere il tuo volto.

6 comments:

  1. Che bello, un nuovo amico per la tua testardona pelosa :))) Ora tocca cercarlo davvero Gio ;)

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  2. Come mi piacerebbe avere un cucciolino!:-)
    Ciao Giò!

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  3. Eh Maraptica, sarà dura :-)

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  4. Mia cara, un cane può davvero essere un grande amico :-)

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  5. Shame on you...sfruttare tenere immagini di cani per i post...shame on you!!!

    Sei peggio degli Elio e le storie tese con "gattini"

    tzè


    :D

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  6. Io sono solo onesto: amo i cani, i gatti, la natura e la nostra <3 Maraptica <3

    Baol, abbi anche tu il coraggio delle tue convinzioni e fa' dunque un messaggio sulle tue pantagrueliche mangiate a base di cuccioli indifesi di foca :'-(

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