Friday, 22 July 2011

I nostri eroi

Scegliamoli con cura, i nostri eroi.

E con attenzione, e tatto, usiamo le parole più opportune per dire di chi ha sbagliato.

Carlo Giuliani non è un eroe: è stato un giovane, forse in principio mosso da buone intenzioni, che si è trovato in una situazione oggettivamente difficile e ha sbagliato, anche se non quanto il carabiniere che l'ha ucciso.

Il penosissimo errore di Giuliani ha finito per dare vigore e inchiostro alle penne peggiori d'Italia.

Limitare questa fermezza però alla condanna del suo gesto, a condensare tutto quello che avvenne quell'estate alla vicenda della sua morte, è un errore tremendo.

Molti di quanti sono stati a Genova nel 2001 davvero erano li per una giusta causa, e gli infiniti lutti di questi 10 anni, guerre, crisi economiche, scandali, testimoniano in modo evidente che alcuni di quei 'grandi' che decidevano le sorti del mondo erano nella migliore delle ipotesi degli incompetenti, e altri invece degli autentici criminali.

Se la democrazia ha un senso lato, non mi pare difficile immaginare uno scenario di giustizia propagata indietro nel tempo: e così oggi gli statunitensi che si ritrovano a pagare per le follie di Bush, ad esempio, preferirebbero che ad essere malmenati fossero stati lui e i suoi sgherri, e non chi protestava, spesso in modo pacifico, e venne massacrato indiscriminatamente.

Quello che accadde a Genova, opportunamente condito dai tromboni della stampa conservatrice, servì a screditare il senso generale di manifestazione pacifica, e intontire, di fatto, l'opinione pubblica.

"Il manganello ha sempre ragione, tanto più se chi vi si oppone porta come esempio Carlo Giuliani": questo è quanto ha recepito una maggioranza schiacciante degli italiani.

Ecco, oggi si paga il prezzo di questo ottundimento civico, e non si trovano nè parole nè mezzi per denunciare il disgusto per una classe politica che sta affossando l'intera nazione, e la protesta di quelli che noi siamo oggi, degli analfabeti politici, devierà forse verso una violenza infeconda.

I nostri eroi oggi siano cocciuti e non violenti: sottili commentatori, satiri sagaci, giornalisti dalla schiena dritta, e poi gli afoni che si rimboccano le maniche nel volontariato, e gli onesti d'ogni colore.

2 comments:

  1. Anche alle lingue peggiori d'Italia, oltre che alle penne.

    Concordo in pieno con te collega, soprattutto sul fatto che ci vogliono eroi non violenti

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  2. Caro amico, io quando ho sentito figli di operai e operai scagliarsi contro l'idea stessa di 'manifestazione' ho davvero sofferto.

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