Monday, 11 July 2011

Cosa cambierà

Cosa cambierà ...

Beh, sicuramente chiudo con le ragazze.

Basta, basta, basta.

Ho collezionato troppi due di picche, alcuni davvero ridicoli, e accumulato troppa indifferenza.

Una bella ragazza che invitai al museo, e che attualmente si fa allegramente sbattere da un perfetto buzzurro, sulle prime mi lasciò intendere che avrebbe accettato volentieri il mio invito, quindi prese a scusa alcuni impegni di lavoro, e infine la mostra itinerante abbandonò la nostra città senza che noi l'avessimo visitata.

Ovviamente finì così, visto che a lei non fotteva un cazzo di me, e non voleva sprecare, buttare nel cesso un paio d'ore in mia compagnia.

Devo ammettere che la capivo benissimo, e la capisco anche meglio oggi.

Le portai un piccolo dono allora, a ricordo di quello che non era stato.

Mi ringraziò, e mi disse che alla fine l'aveva visitata, l'esibizione.

Con sua madre.

Qualche giorno dopo iniziò a frequentare il buzzurro, e dopo due o tre settimane già intrecciavano i loro corpicini.

Fiat voluptas dei,

Vabbè, basta ragazze.

Ora, anche per una questione anagrafica, dovrei dedicarmi alle donne, per quanto Alice, che ha forse 26 anni, sia li a dimostrarmi che anche una ragazza può essere ... beh, può essere Alice.

Cercavo di definirmi stanotte, mentre tornavo a casa dal lavoro (sono uscito di casa all'una di notte, sono stato un'oretta in ufficio e sono tornato da poco).

E mi trovavo randagio, non semplicemente selvatico, e forse tenace, ma non particolarmente forte.

E riflettevo su quanto ho imparato in questi anni: frequentarmi non è molto igienico, nè per me, nè per lo sventurato che mi incontra e non segue il canovaccio che suggerisce di ignorarmi totalmente.

E ho capito che tra le donne, già devo rinunciare a priori a quelle che cercano un compagno, forse un padre (a questo sono giunto grazie ad alcune dritte assai convincenti di un mio carissimo amico, che un giorno mi spiegò per filo e per segno perchè noi due non avremmo trovato facilmente una ragazza. Perchè eravamo troppo profondi, meditabondi, complessi e intransigenti. Nel giro di un paio di settimane lui si mise assieme ad un'artista).

Poi ho pensato alla famiglia di parole che si riferisce alla parola scritta: libro, paper, biblioteca, foglio ...

Tutto si riconduce al supporto.

Libro etimologicamente richiama la corteccia su cui si scriveva, paper (inglese per carta) deriva dal papiro che pure è, in greco, presente in biblioteca.
Foglio, infine, è come dire foglia.

Vedi?

E' il supporto che conta.

4 comments:

  1. Alla seconda frase non credo manco se la "sottofirmi" con il sangue. Quanto vuoi scommettere?

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  2. E chi ci crede collega?

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  3. Gio, io mi unisco ai tuoi acuti lettori, che pure ti conoscono bene ;)!
    Non puoi "smettere" :D E poi così, di colpo! È come l'alcolista che vuol fare il bravo, non mangia neanche più un boero e dopo quattro giorni è già di nuovo ciucco!

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  4. Vi amo figli miei.

    Siete belli, e questo comprende perfino te Baol.

    A presto!

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