Tuesday, 7 June 2011

A tutti capita

A tutti capita di mischiare vita privata e lavoro, no?

Un medico, ad esempio, non può proprio fare a meno di rimettersi, almeno metaforicamente, il camice quando un figlio, un parente, fuori d'orario d'ambulatorio ha un malanno che richieda cure immediate.
Capita che una professoressa di liceo, è più forte di lei, corregga con pignoleria forse eccessiva l'avventurarsi di un incauto sgrammaticato nell'intricato mondo dei congiuntivi, e che un panettiere abbia da ridire sul conpanatico servito al ristorante. Ogni tassinaro, ahilui, è poi pur sempre guidando che porta la sua bella a fare spese!

Ci sono infine puttane che alle volte fanno le troie anche quando scopano gratis, per il solo gusto di essere femmine fino in fondo.

E allora non sorprenderti troppo se anche io, ogni tanto, faccio uso dei miei strumenti e delle mie conoscenze tecniche anche quando mi dovrei godere l'ozio, il meritato riposo tra un intervento e l'altro.

Una volta è capitato per un semplice indicente d'auto.
Era notte, e tornavo da una deliziosa rappresentazione del Flauto Magico tenuta nel suggestivo scenario dell'abbazia di San Galgano.
Guidavo tranquillamente, seguendo le dolci curve di una stradina sperduta nella campagna toscana, fischiettando un'aria di Papagena, quando due coglioni, ubriachi fradici, azzardarono un sorpasso spericolato. Non contenti di avermi tagliato la strada e obbligata ad una manovra azzardata per non finire in una scarpata, cercarono d'aggredirmi quando, finiti loro contro un paracarro, mi avvicinai per vedere di aiutarli.

Quei porci provarono a mettermi le mani addosso, e quello fu il loro ultimo errore.

Provai a farli ragionare, ma era evidente che non sarebbe servito, e quando uno di loro cercò di immobilizzarmi e palparmi, prima me ne liberai con il Jiu Jitsu d'ordinanza e poi 'bang bang', un confetto di piombo a testa, ed ecco tornare la tranquillità su questa terra.

Scoprii poi che quelli erano i rampolli di un clan malavitoso, e mi divertii un mondo a far fuori tutti i killer che la loro famiglia spedì sulle mie tracce, credendo che quello fosse stato un regolamento di conti e non semplice divertimento di una donna annoiata e un po' troia.

Di quei sicari, in realtà dilettanti incapaci di ammazzare perfino la noia, figurarsi una ex spia al servizio di sua maestà come me, ne feci fuori tre prima di stancarmi, e di passare allora alla sistematica eliminazione dei loro mandanti.
Così, il clan Sizzurra, temuto e rispettato nel mandamento di Alcamo, venne spazzato via per puro diletto da una singola donna ... e da una buona quantità di dinamite, chè quelli proprio non rinunciarono a presentarsi in massa al funerale di uno dei loro uomini d'onore.

Infiacchiti dalla droga e dalle puttane, gonfi di dolciumi e fradici d'intingoli, quegli stolti pezzenti non contavano che su un'immagine di forza e prepotenza ormai logora, privi com'erano del coraggio di certi guerriglieri che ho combattuto, e della ferocia di altri che ho avuto per alleati, per intimidire i propri avversari.
Fatta sistema, quell'associazione mafiosa non mi spaventava se non per il numero di vittime collaterali che ovviamente sarebbero potute morire nella mia operazione, e che riuscii mirabilmente a non coinvolgere nel giorno della strage.

Me l'ero fissato, quello, come bonus, come ultimo achievement per il mio gioco.

2 comments:

  1. Che ti è successo?
    Ottimo sfogo.
    Mancano le condizioni al contorno.
    Senza alcuna ironia.
    Buonanotte ...

    ReplyDelete
  2. Non lo so.

    Forse voglio solo vedere se sono capace di scrivere 'figa' et similia.

    ReplyDelete