Wednesday, 22 June 2011

Tristezza, rabbia, euforia

Prova ad immaginarti camminare lungo il fianco di una montagna, seguendo una striscia sottile, un gradino viscido della verticale della parete.
Nè sopra nè sotto di te un appiglio cui chiedere aiuto: in alto la luce accecante del sole, ai tuoi piedi l'addensarsi di nubi nere.
E tu avanti, all'infinito, per inerzia, avanzi, forse in tondo.
Ti vedi in questo scenario, e per prima cosa, forse, ti viene una sensazione di vertigine, e di paura.
Senti il sangue in circolo trascinarti giù, e già stai perdendo l'equilibrio, e le mani, sudate, non ti tratterranno al gradino, e sarai inghiottito dal nulla!

Io no.

Io a volte sono triste, chè mi pare di perder tempo, più spesso sono rabbioso, quando me ne convinco, e penso a quello che ho già smarrito.

Ma non sono mai travolto dal terrore.

E questo mi piace, mi infonde una strana sensazione di eurofia.
E allora penso in dettaglio alla mia condizione: e se cresce la malinconia, se si moltiplica la furia ... monta di più questa strana, illogica, cannibale eccitazione.

6 comments:

  1. Credo sia "fame di vita"...

    Joh

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  2. Cannibale che non sei altro :D

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  3. E se ti picchiano?! No così....tanto per sapere eh ;)P

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  4. Cannibale di sè stesso, affamato d'altro, picchiato senza motivo ;-)

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  5. Come ti diverti a giocare con le tue donne fatte di parole eh?! ;)

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  6. Io le adoro le mie donne fatte di parole ;-)
    Il problema della mia esistenza è che le donne che incontro credono ch'io sia di carta, e non di carne!

    I miei omaggi

    Gio

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