Friday, 24 June 2011

Sogni, incontri, difetti, umanità

Tra i molti difetti, o meglio incerte qualità che mi riconosco non contavo quella che, qualche giorno fa, mi è stata assegnata in modo esplicito.

Un po' di contesto è necessario.

Da anni ormai manco da Milano, e in questo lasso di tempo i miei fratelli, che li vivono, hanno conosciuto un numero di persone i cui nomi mi sono giunti accompagnati da aneddoti, metafore, parodie, fotografie scattate con il cellulare, ma che mai ho conosciuto di persona.

Sceso finalmente dalle alpi per una breve vacanza, volendo incontrarne alcuni, ho approfittato di una cena organizzata da quella vivace ed eterogenea combriccola.

Seduto al tavolo di un'osteria, tra vinaccio e pastasciutta, ho dunque conosciuto, anche se ovviamente in modo superficiale, quei nomi, associando le mie reminiscenze di umanità ad alcuni, scoprendo qualcosa di incognito in altri.

La serata è andata avanti come di conseuto: mentre la pasta si freddava, io rincorrevo Susanna e Figaro, e deviavo volentieri su Sergio Leone, per poi tornare di fretta al nostro Giacomino Leopardi.

E quella moltitudine era per me una persona sola, quel 'tu' che, forse per semplicità ha costruito la mia immaginazione per farne lo sparring partner dei miei monologhi o dei miei sogni, e la speranza del mio (r)esistere.

A fine serata, è arrivato il verdetto: 'Sei egocentrico'.

Penso che sia vero.
L'eziologia è ovvia: non ho mai avuto grande dimestichezza con le persone, e solo con 'tu' io parlo, e voglio parlare.
E cos'è una cena se non un'occasione per discutere? I piatti sono il contorno, la sostanza è la comunicazione! A casa ci aspettano il pollo fritto, i tortellini di Giovanni Rana e le loro calorie necessarie alla sopravvivenza, ma qui ed ora c'è il calore umano, quello che non trovi al mercato e che dunque va preso, subito, è che è indispensabile alla vitalità.

E quando metti gli occhi su due brillanti, svegli, non li posi solamente: è un segmento immobile che puoi quasi toccare quello che costruisci guardando fisso un'interlocutrice (ovvio, che me frega a me degli uomini?), sfidando qualcuno potrebbe intendere, ma soprattutto nutrendoti e donandoti.

E' una fortuna non comune quella di non aver certe paure, o certe prudenze eccessive nel rapporto con gli altri, specialmente se estranei.
Mi accompagna sempre una straordinaria fiducia in me stesso, frutto della consapevolezza che un altro non puo' tanto facilmente ledermi e che io non ho mai fatto male ad alcuno.

Mi prendo l'egocentrismo, ma non voglio curarlo a suon di chiacchiere sui divi del cinema, pettegolezzi, o galateo, e dopotutto sono talmente solitario che si manifesta come raro effetto collaterale.
Mi prendo l'egocentrismo, e mi domando come lo chiamerai quando dalla semplice poesia precipiteremo un giorno, ma li saremo in due soli a capire, fino a noi stessi, e ci troveremo a descrivere con una facilità sorprendente i tratti piu' inaccessibili, o fragili di noi stessi.

Di Sogni, Incontri e Umanità parlero' un'altra volta.

2 comments:

  1. Racconta ed io ti ascolto...
    In religioso silenzio!

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  2. Ma io voglio le TUE parole lo sai :-)
    E voglio la luce infinitesimale delle stelle!!!

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