Monday, 27 June 2011

Scoparmi la vicina non mi bastava

Le belle quarantenni che si tengono in forma con palestre e centri massaggi, tutto pagato ovviamente da mariti cornuti imbottigliati in lavori castranti quanto quasi i loro matrimoni infelici, sono da sempre le mie troiette preferite.

Facile riserva di caccia per noi italiani in terra straniera.

Con la mia vicina dalla pelle scura, ad esempio, ci abbiamo dato dentro da matti, a partire da quella volta che l'ho beccata in minigonna ascellare scendere le scale con il cesto del bucato.
Le ho chiesto se potevo aiutarla, ho insistito per aiutarla, seguendola fino in lavanderia.
Li le ho chiesto se non avrebbe voluto approfittare dell'occasione per lavare anche quel completino minimale che aveva addosso.
Detto fatto.
O meglio, detto fatta.

Siamo andati avanti assatanati come maiali per tre quattro mesi, fin quando lei non ha scoperto che nel frattempo mi facevo anche un paio di colleghe - difficile non scoprirlo, visto che una notte le feci divertire fino a notte fonda, sfinendole a forza di acrobazie nel mio letto, e dal suo appartamento dovette essersi sentito un gran sollecitare di molle, e risatine isteriche, e urletti striduli.

Come se io non sapessi che lei continuava a farsi scopare dal marito (ma forse 'scopare' non è la parola giusta per quella macchietta d'uomo), come se ci fosse una qualche forma di esclusività tra noi, come se me ne fottesse un cazzo di quella gallina.

...

E invece a me di lei importava davvero, e anche se non sono mai riuscito a farglielo capire, per me lei non era solo sesso, semplice ginnastica del cazzo, puro desiderio di umiliare quel demente del marito, che mentre si guardava la partita avrà pure pensato che al piano di sopra sua moglie si divertiva con ben altre palle.

Ho 32 anni, e non riesco a parlare con una donna, nè a capire che cazzo mi prende quando ci penso.

Conosco solo il linguaggio delle troie, chè nella mia vita non ho che pensato a loro, a fottermene quante ne potevo, bianche, nere, orientali, basse, alte, more, bionde, a coppie, a terzetti.

Entravano a uscivano dal mio letto mischiando il proprio odore a quello dell'ultima, lasciandone una scia in cui si sarebbe adagiata la prossima.

Lei no cazzo.

Io lei la pensavo anche dopo che le ero venuto in faccia, come sempre, per fottuta abitudine pornografica, mentre avrei voluto inondarla dentro cazzo.
Avrei voluto ... non so, abbracciarla?
E non l'ho mai fatto, chè mi sembrava una puttanata da ragazzini, e chissà cosa avrebbe pensato di me.

E adesso che me ne vado?

La lascio così?
Incazzata?
Chè quando ci incontriamo per le scale non ci guardiamo neppure?

Cazzo ma lo capisci che io ti voglio?
E le fotto tutte da dietro adesso, perchè non voglio vedere che hanno un viso che non è il tuo.
E se ti vedo con lui mi sale una rabbia tremenda, e mi sento nulla.

Ti voglio strappare i vestiti, straziarti la figa in ogni modo.
Voglio farti venire a ripetizione, e avere così la scusa, il permesso di baciarti.

Cazzo!

8 comments:

  1. Ok vada per Losanna, se ti fa st'effetto... :)

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  2. Ma questo mica sono io ovviamente ;-)
    Ho voluto scrivere da AntiGio, il mio speculare, con pochi tratti comuni.
    Io sono il romanticone di sempre ;-)

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  3. Ok, adesso la spiego ;-)

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  4. AnonymousJune 28, 2011

    a me piace l'antiGio ;)

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  5. Ma l'anonimato è un crimine :'-(

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  6. AnonymousJune 29, 2011

    se l'anonimato è un crimine...
    puniscimi uomo nel deserto...!!!;)

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  7. Ihihih :D
    Lo sapevo ;-)

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