Sunday, 19 June 2011

A pagarti saranno quei miei amici laggiù

Credenze prive di fondamento di un popolo giustamente estinto suggerivano che per non dimenticare i propri sogni, al mattino, si dovesse evitare di passarsi le mani tra i capelli.

Sono state due le avventure che ho vissuto ieri notte, ma devo essermi pettinato senza rendermene conto stamattina, e allora nella mia memoria è restata solo la collezioni di immagini del primo.

E' notte fonda e con mia madre cammino lungo il corridoio, buio e silenzioso, della mia vecchia facoltà.
Lei è in vestaglia e porta una coperta a mo' mantella.
C'è un luogo onirico, da anni, che popola i miei sogni: è un dormitoio, che in realtà non esiste, proprio li dove in verità ci sono i laboratori, nel cortile antistante il bar dell'Università.
Sto accompagnandovi mia madre, perchè possa trascorrer li serena la notte, mentre io lavorerò fino al mattino.
Parliamo del più e del meno, quando vedo il globo luminoso di una torcia elettrica soffermarsi su di noi, seguirci dall'esterno.
E so allora che il guardiano dell'università è allarmato, e di sicuro verrà a cercarmi.

Lascio mia madre, e decido di tornare sui miei passi, fino a una delle aule dove ho seguito alcuni corsi da studente e dove ho lasciato
le mie cose.

Sto per rientrare nell'edificio principale quando il guardiano mi raggiunge.
Mi chiede ragione della mia presenza in quel luogo, di notte, e io lo rassicuro: se mi seguirà fino all'aula, gli mostrerò i miei documenti.

Affabile, mi segue.

Giunti in aula, gli presento le mie carte: il tesserino, i documenti con tutti i timbri.

Sembra soddisfatto, ma la sua è ipocrisia.

Dopo aver, per così dire, voluto testare la mia docilità con quella cortesia dolciastra, con un sorriso incontestabile sulle labbra mi annuncia che 'va tutto bene, allora c'è solo da pagare la multa da 500 euro, così la prossima volta ti ricorderai di avere sempre con te
i tuoi documenti'.

'Certo' rispondo, e dentro monta una furia assassina.
Gli indico la porta.
Ed ecco che dall'oscurità emergono creature mostruose, partorite dal più profondo degli inferni.
E mentre il guardiano, gelato il cuor nel petto, immobilizzato dal terrore perde perfino la parola, aggiungo.
'A pagarti saranno quei miei amici laggiù'.

Il sogno finisce prima che i miei amici facciano macello di quel mediocre.

Per una volta voglio dire degli ingredienti di questo mio sogno.

All'università sono stato pochi giorni fa, e questo sicuramente ha suggerito il luogo.
Io stesso, una delle ultime sere, ho usato una coperta come mantella, mentre scendevo in giardino.
Infine, la lettura di un fumetto di Tex, 'Il ritorno di Yama' mi pare, è sicuramente legato all'idea di evocare figli delle tenebre a mio piacimento.

2 comments:

  1. Io non invidio niente e nessuno, lo sai, ma se potessi invidiare qualcosa invidierei la tua possibilità di moltiplicare le visioni. Tra le mille immagini aumenta esponenzialmente la possibilità di intravedere briciole di verità.
    ...

    ReplyDelete
  2. Devo ammettere che mi fai riflettere.

    ReplyDelete