Wednesday, 22 June 2011

Ormai è quasi certo



Oggi mi è arrivata un e-mail di David, un professore dell'università della mia città che si occupa di pattern recognition.

Benchè ci siano all'apparenza differenze enormi tra i nostri ambiti di ricerca, in verità esistono anche sostanziali similitudini, invisibili ai non addetti ai lavori, e per questo qualche mese fa ho mandato la mia candidatura per un posto da ricercatore al suo laboratorio.
Oggi mi annuncia, con un e-mail rivolta a tutti i candidati, che ha ricevuto ben 55 applicazioni, ed è certo come che il sole sorge ad est che tra i 54 miei concorrenti qualcuno è sicuramente molto più preparato di me, non foss'altro perchè ha dedicato più specificatamente i suoi studi in quell'ambito di ricerca.

Di fatto questo è stato il mio unico tentativo di trovare un lavoro qui.

E allora è quasi certo: si parte.

Entro la settimana manderò un'altro CV, con qualche pubblicazione e le solite cose, dall'altra parte dell'oceano, sperando che l'head del nostro dipartimento non si preoccupi troppo della mia salute e non sia troppo prudente nella lettera di raccomandazione.

Perchè è ufficiale: la gente si preoccupa per me assai più di quanto io non faccia.

Andare a schiattare dall'altra parte del mondo o morire qui non fa differenza, e trascinarsi penosamente in un limbo di mediocrità e noia è certo peggio che accumulare mal di schiena e stress spaccandosi la testa su conti o spegnendosi all'ennesimo due di picche dagli occhi a mandorla o dall'accento lagrangiano.

Esiste, la riconosco, una soluzione semplice al 'male di vivere'.
E' la monotonia.

'Gutta cavat lapidem, non vi, sed saepe cadendo' ricorda il giovane liceale che è in me.
Riformulo questo detto come un'equazione in due variabili, e riscrivo:
'X cavat Y non vi, sed saepe cadendo'.
Ma se Y è il tuo dolore, cosa pensi che sia X?
Se semplifico il problema, e lo intendo lineare, dovendo trovare una sola soluzione non ho dubbi: X è la monotonia.

La monotonia scava il dolore, lo dissolve meticolosamente (etimologia parziale della parola 'meticoloso': 'meus', ovvero timore).

...

Ardore, pallore, colore, furore, ... le rime perfette di 'dolore'.

...

La vita poi è forse insapore, ma per chi non ha denti non c'è nulla di più nutriente di una bella flebo di glucosata sparata in vena, nè di più appagante di una sniffata di coca.

Per te, che sei un lupo solitario che s'aggira minaccioso al limitare del bosco, e i cui denti sono affilati come la tua fame, c'è tutto il sapore del mondo, e però i cani da pastore, e le trappole, e gli altri animali selvatici a contenderti la preda.

Messaggio completamente ignobile e privo di senso.

4 comments:

  1. Io sono contenta che tu parti, del resto mi era sembrato di capire che ci tenessi anche a cambiare aria. E allora spero che tu ne possa trovare tanta (di aria) rigeneratrice. Le cose nuove distraggono sempre, almeno per un pò. E poi il mondo è così vario, ricordi? Chi lo sa se... :)

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  2. Tu sai bene il sottotitolo di questo messaggio, vero? ;-)

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