Wednesday, 29 June 2011

Maradona e i soldi - versione coi sottotitoli

Sono tornato a riflettere sul sogno di ieri, e vi ho trovato una chiave di lettura intima che voglio condividere con te.

Invece che il Gio e AntiGio delle recenti avventure erotiche, qui avremo allora Gio e SubGio (il subconscio intendo, non il palombaro).

SubGio: Quando Maradona ha bisogno di soldi, è nel mio mondo che viene a cercarli, tra affaristi e capitani d'industria.

'Ho bisogno di soldi', e non parlava solo a me.
Anzi, all'inizio non mi ha neppure visto, e discuteva con altri: grossi industriali, dirigenti pubblici, registi.

Gio: Quando abbiamo bisogno di calore, considerazione, la cerchiamo dove capita, e ci convinciamo che più valore abbia se setacciata tra le persone più popolari, più desiderate.

SubGio: Quando un uomo di spettacolo gli si è avvicinato, proponendogli uno show televisivo o una comparsata in un film, sono intervenuto.

Non è certo di quello che ha bisogno, anzi.
In quel mondo, con tutta la droga che gira, lui troverà solo rovina, e una patina superficiale di benessere che si nutrirà di quel poco di vitale che gli rimane.

Gio: E non ci rendiamo conto che alle volte del nostro stato di emotività gli altri possano approfittare: ci usano per i loro scopi, che sia sesso, interesse poco cambia.

SubGio: Mi avvicino, e metto subito mano al portafogli.

Gli do 10 mila euro, e lui, sollevato, se ne va.

Siamo di nuovo io e i grandi affaristi.

Quegli sciocchi si prendono gioco di me, perchè ho aiutato il campione senza averne alcun beneficio.
Mi sono lasciato impetosire, usare dal vecchio fuoriclasse.
Mi sono fatto ingannare come un allocco qualsiasi.

Gio: Ma chi ci ama davvero, non chiede nulla, da solamente, e con una naturalezza che gli altri, quelli che pensano al tornaconto, non capiscono nè capiranno mai.

SubGio: Questo è quello che credono quegli imbecilli.

Non è così.

Anni fa, quando Maradona era la stella del calcio, e la fama dirottava un fiume di soldi nelle sue tasche, io gli chiesi 10 milioni di lire.
Lui, che era generoso, davvero un uomo dalle mani bucate, me li diede senza pensarci, e poi se ne dimenticò completamente.

A me quei soldi non servivano.

Li ho investiti, e da quel giorno li faccio fruttare.

Perchè io lo sapevo.
Sapevo che un giorno lui ne avrebbe avuto bisogno.
E ogni volta che lui ha problemi economici, io non faccio che restituire ciò che la sua generosità mi donò un giorno e il mio fiuto per gli affari ha moltiplicato.

Gio: Questo è il miracolo dell'esuberanza e dell'amore. Quando siamo contenti, e rifletti sull'etimologia di questa parola, senza neppure rendercene conto doniamo agli altri amore, affetto, amicizia.
Ed è un seme che cresce nell'altro e si fortifica.
E che darà frutti squisiti, e placheranno la nostra fame in un giorno di carestia.

Un seme, terra grassa e fertile, e la pazienza.

Eccoli, gli ingredienti necessari per la mia umanità.

1 comment:

  1. Eh, ma così non ti si sta dietro Gio, già prima scrivevi un botto, adesso, con la scusadell'AntiGIO ogni post è doppio...

    paraculo! :D

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