Monday, 6 June 2011

Le differenze infinite

Negli ultimi giorni ho avuto modo di discutere, con diverse persone, di dolore, gioia, solitudine ... vita.

A tal proposito mi sono reso conto che l'immagine che di me traspare da questo mio diario, me l'ha confermato un amico che mi conosce da che eravamo ragazzi, è piu' scura e spigolosa di quella che emerge dalla frequentazione quotidiana.

Trovo sbagliato, in tal senso, riferirmi a una di queste due immagini come 'autentica', relegando l'altra a mero artefatto.
Entrambe queste realtà mi appartengono, e dalla loro sovrapposizione, con l'aggiunta di ulteriori componenti che ho celato piu' o meno bene, piu' o meno consapevolmente a me stesso e agli altri, è definita la mia persona.
Tratti tra loro contraddittori coesistono, in me ed in ognuno, e prendono forza a seconda delle circostanze: quello che ora è marionetta sarà domani commediografo, e chi una volta è scrittore si ritrova poi personaggio secondario.

Questo mio diario, ad esempio, è soprattutto il prodotto di un interstizio infiammato tra mille maschere e viso, ovvero le mie insonnie; ma nelle mie giornate fa spesso capolino il bizzarro e improbabile corteggiatore di belle ragazze, il ricercatore serio e capace di dimenticarsi dei problemi della vita, il buffo intrattenitore e inesauribile compagno di giochi.

Parlando con due persone diverse, sono tornato al tema del dolore, e della sua cura.

Io penso che le sensazioni non siano fruite in senso assoluto, ma per differenza: il dolore, almeno quello fisico, la consapevolezza del male non abbandoneranno mai la mia vita, e proprio questo sottofondo di miseria mi permette di godere di risalite entusiasmanti, dove si scopre che le leggi che governano a questa scala microscopica e fangosa ci danno familiarità anche li, nell'etere imperturbabile.

Piu' di una volta ho sorpreso chi, messo di fronte ai ricordi piu' tristi e toccanti della mia esistenza, mi ha voluto consolare per quel male seminato con un aratro arrugginito nella mia esistenza.
L'ha sorpreso la mia gioia di vivere, e quella fame di piacere che non è solo immaginazione, ma esperienza.

Proprio in virtu' del male, della mia quotidiana miseria, io ho vissuto il mistero delle differenze infinite!

Mi guardo attorno: vedo persone sane, che non conoscono la solitudine che mi tormenta da sempre nè il dolore che come un millepiedi girovago sottopelle mi tortura.
A loro non è interdetta la perfezione dell'amore, e capita di vederli beati e meravigliosi.

Anche se sono solo, e anche un po' reietto e qualcosa a metà strada tra temuto e discriminato, a me non è sconosciuta quella felicità.

Mi basta un decimo di quello che loro considerano quotidiano e scontato, e torna a fremere il mio cuore, e mille sogni dipingono le pareti rugose del mio cervello.

La mia vita somiglia alle stanze di un folle museo, dove si passa da Guernica a Botticelli, o da Munch a Le Brun senza alcuna logica e prevedibilità.

Non saprei vivere questi attimi di perfezione se non m'accompagnasse il male: allora, piuttosto che ridurre lo spettro dei colori del mio arcigno arcobaleno folle, dove tinte cupe si mischiano a tenui colori pastello e alla luminosità di petali di fiore, rinuncio ad un'ordinaria tavolozza di prudenti vie di mezzo.

8 comments:

  1. tormento o estasi e sempre sia....

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  2. Mi hai ricordato il protagonista di Achille piè veloce, di Stefano Benni.

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  3. Una lettura in più che mi prometto di completare.
    Grazie della visita :-)

    Gio

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  4. Vedo che "scarrocci" anche tu :-)
    In realtà lo fanno tutti senza saperlo.
    Io penso che "un" dolore non sia meno di "molti dolori"
    1+1=1
    Lo stesso per il piacere.
    Come la fragola sul precipizio dell'altro giorno.
    Ciao!

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  5. Di questo mi ha convinto l'esperienza e una vecchia lettura di Schopenhauer.
    Una lettura tanto vecchia e remota che forse me la sono inventata, semplicemente appicciando un'etichetta altisonante a un mio pensiero ;-)

    Ciao!

    Gio

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  6. Gio sei unico,
    è questa la tua bellezza!

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  7. Ma poi c'è anche quella proprio dei lineamenti apollinei e della voce stentorea e delle membra armoniose ;-)

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