Monday, 20 June 2011

L'artiglio, il Re e la modella

C'è un grande albergo, nella Savana.
Davanti due campi, delimitati da bassi recinti, e dentro ognuno di questi piccole gabbie di fil di ferro e sottili pannelli di legno.
Tutt'attorno, le sterminate distese dove ancora domina la natura.

Gianfranco Fini che premia un tale: ecco come inizia il mio sogno.
Il politico è uscito dall'albergo, per recarsi fino al cancello principale di uno dei due recinti.
Eccolo decorare un tipo con uno spillone, e poi ritirarsi di fretta, scortato da uomini armati, verso l'hotel.

Passa un secondo, giusto il tempo per l'eroe di riprendersi dall'emozione, ed un branco di leoni sbucati dal nulla gli si avventa addosso con brutalità.
Cerca di scappare, il misero, e tutti, da lontano, osservano la scena.
Fini, e le sue guardie, dall'albergo, dove sono al sicuro, e io dalla mia posizione di assoluta precarietà, nell'altro recintato.

Il poveraccio entra in uno dei campi, ma le belve riescono facilmente a stargli dietro, saltando l'ostacolo della cancellata. Quando ormai è disperata la situazione, e da lontano sento gli uomini della sicurezza di Fini scandire la distanza tra uomo e bestie, 3 metri, 2 metri ... un metro, dall'albergo dei cacciatori iniziano a prendere a schioppettate le belve assassine, che rinunciano alla preda, per riparare nella Savana a leccarsi le ferite.

Il tipo allora si barrica in uno degli sgabbiotti di fil di ferro, e l'apprensione nei più svanisce.

Io, tuttavia, non sono tranquillo.

Passata quella prima ondata di leoni, ecco subito che ne giunge un'altra.
Ancora scavalcano il recinto, e s'avventano poi sulla gabbia, disintegrandola, e facendo strazio dell'uomo.

I leoni non mi hanno notato, sta anche calando la notte, e allora, facendo un largo giro, cerco di raggiungere la mia casamatta, che da fuori sembra più sicuro di quella che è diventata la tomba di quello sventurato.

Il cuore mi batte all'impazzata, ma finalmente guadagno il suo ingresso.

Li ritrovo una bella donna in costume due pezzi e un bimbo.
Il ragazzino è terrorizzato, mentre la donna sembra più tranquilla.
Io subito controllo lo stato della struttura: ha chiaramente risentito dell'attacco di felini in passato, alcuni squarci sono la chiara firma di quegli animali, dei loro poderosi artigli, e allora io mi metto all'opera per ripristinarne un minimo di solidità.
Infine, esausto, crollo addormentato.

Mi risveglia lo squillare del mio cellulare, che ero convinto di non avere con me.

E' arrivato un messaggio, in nove copie identiche: 'Gio, adesso scopami'.

Sto cercando di dare un senso a quelle parole assurde, quando, alzando lo sguardo, vedo che la donna di fronte a me si sta maliziosamente sfilando il reggiseno.
Vinto dalla sua sensualità, salendo lungo gambe sode, raggiungo i suoi slip, e li abbasso.

La scopo, appunto ... ma poi mi rendo conto che c'è qualcosa di assurdo!

Dov'è finito il bimbo?
Dov'è finito il suo bimbo?

La pazza, per poter far sesso in santa pace, l'ha spedito fuori dalla gabbia, dove, io lo sento, i leoni ormai ne hanno fatto un piccolo cadavere.

Mi sveglio.

Il gatto miagola, grattando con le unghie le griglie mi chiama, chè vuole rientrare in casa.
Mi alzo, vado alla finestra a fargli le boccacce, quindi gli apro e coccolo un po', pensando che forse la mia immaginazione ha elaborato quelle zampette in possenti arti della Savana.

Torno poi nel mio letto, dove mi aspetta un altro sogno ...

Sono in un grande, modernissimo ospedale, in una città poco lontana da dove vivono i miei genitori.

Li ritrovo Giulia, la mia prima insegnante di latino.
Suo marito lavora nel reparto di radiologia.
Mi spiega che a causa di rimanenze nucleari, in quella città i casi di malattie gravi è altissimo, e che di fatto quell'avanzato nosocomio è stato costruito proprio per venire incontro alle esigenze particolari del territorio.
Mia sorella, che è apparsa dal nulla, prende allora la solita litania, secondo lei io lavoro per l'esercito e chissà cosa combino con nucleare, ma io la liquido con poche parole.
A me interessa Giulia.
Sono almeno 10 anni che non la vedo, ma mi pare ancora giovanile.
Allora la voglio sorprendere, con un complimento galante.
Le dico, sorridendo, 'Ah, ma qui abbiamo fatto ripetuto ricorso alla chirurgia estetica vedo!' ma lei invece di ridere mi conferma tutto, aggiungendo che alcuni interventi non sono andati a buon fine.

Decido di confidarle un segreto: io ho la capacità di viaggiare nel tempo.

'Se mi prendi per mano', le dico, 'ti porterò con me nell'Europa dell'anno 1058'.

Chiudiamo un attimo gli occhi, e li riapriamo nel palazzo di un monarca medioevale prossimo ad essere giustiziato.

Era un improbo, un libidinoso, raffigurato nei dipinti mentre si fotte una donna sempre diversa.
Solo una cosa raccomando a Giulia: non allontanarti da me, altrimenti non potrò riportarti al presente con me.
Ma lei, ovviamente, sparisce subito.
La cerco un po' nei vicoli, nelle botteghe, nei bordelli ... ma è introvabile.
Il sogno finisce prima che prenda una decisione.

L'ultimo sogno è ambientato nel mondo del motociclismo professionistico.

Sono nel paddock, e davanti a me vedo un noto motociclista.
Davanti a lui, inizio a lievitare a pochi centrimetri da terra: senza far alcunchè di eclatante, voglio fargli capire che sono uno stregone dai poteri eccezionali.

Stupito, mi invita nel suo camper.

Li trovo una bellissima ragazza dalla pelle abbronzata e lunghi capelli castani che sta facendo un bagno in una vasca, dando bella mostra delle sue natiche perfette.

Allo sportivo mostro alcuni dei miei poteri, telecinesi, capacità di immobilizzare il tempo, e quindi gli spiego che lo scopo della mia visita è proprio la ragazza.

Devo fare un figlio con lei.

E rinunciando all'inseminazione artificiale, spedito fuori il tizio senza tanti complimenti, io e lei realizziamo il nostro sogno d'amore.

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