Tuesday, 14 June 2011

La mia piccola città

Partendo da casa mia servono circa 20 minuti, con il mio ritmo lento e rilassato, per arrivare in centro.

Potrei andare in linea retta, o a spezzata, prendendo lo stradone, e poi la lunga discesa che come una freccia punta al cuore della città, ma io preferisco girare attorno, a spirale, al percorso di minima distanza, per godermi i piccoli piaceri di una passeggiata che certi vicoletti, seguire un ciottolato che corre lungo le alte mura di un giardino ombroso, o alcune strade poco trafficate, dove trovi botteghe che ti sorprendi di scovare in questo secolo, offrono.

E' così impersonale camminare sull'asfalto, dove i tuoi passi sono muti, o hanno una solo voce, piatta come la superficie che calpestano: ma sui ciottolati muschiosi, posati chissà quando, ogni falcata ha un suono diverso, e forse perchè ormai inconsueto, piacevole.

In un angolo nascosto, giù in piazza, un portone solitamente chiuso apriva su un cortiletto interno, e una scalinata a grossi gradoni di pietra.
Avvicinandomi, ho notato una locandina, che invitava a visitare, in torre, una mostra artistica allestita da studenti e giovani artisti.

Non ho esitato ad entrare.

In un ambiente accogliente, all'ingresso due donne senza uniforme e un bambino con i suoi pupazzetti attendevano gli ospiti, mi sono meravigliato dell'ingegno di qualche mio giovane concittadino, ma soprattutto ho goduto dello schricciolare profondo di un parquet che ha ispirato alla mia immaginazione atmosfere magiche di galeoni spagnoli e fantasmi, e allora chiudevo gli occhi e dondolavo un po' ... e rischiavo di finire a gambe all'aria :-)

Ho camminato a lungo, quindi un po' accaldato mi sono concesso un bel gelato.

Non ho potuto fare a meno di dare un po' di biscotto a due piccioni, e ho notato che il più prepotente, scacciava sempre il suo collega pennuto e mangiava tutto, era anche il più pavido, e se dunque lasciavo posare il biscotto vicino a me, se ne stava lontano, al sicuro, mentre l'altro, il martoriato, non si faceva tanti problemi.

Ormai stanco, ho preso il bus per risalire verso casa.

La macchinetta dei biglietti non accettava monete da due euro, e avendo solo quella, ho preso a chiedere agli altri passeggeri il cambio.
Nessuno era provvisto di spiccioli, e già mi vedevo in gattabuia per furto.

A una fermata, è salita una donna, un viso triste incorniciato in uno spiovere di corti capelli biondi, l'ho immaginata sui quarantacinque anni.

Anche a lei ho chiesto il cambio, ma senza tanti complimenti ha tirato fuori un biglietto, mi ha chiesto 'Tu sei il figlio di ##, vero?' e mi ha messo in mano il biglietto, e non ha voluto i miei soldi.
Poi ha aggiunto: 'Io sono la sorella di Luca, te lo ricordi?'

Si, me lo ricordo, Luca.
Era uno dei pochi amici dei miei genitori, ed è morto qualche anno fa per un brutto male.

....

Una sua fotografia ci ritrae tutti bambini, nel nostro giardino, durante una festa di compleanno.
Vite che hanno preso strade diversissime, per professione, commercianti, operai, accademici, avvocati, manager, o stili di vita, single incalliti, divorziati cronici, ottimisti, insoddisfatti perpetui, sono ritratte in un punto di intersezione che il suo occhio di adulto forse già coglieva come eccezionale, di sicuro irripetibile.

Le ho raccontato dell'ultima volta che lo vidi, per caso, su in montagna, e abbiamo parlato fino alla nostra fermata di Luca, e abbiamo appena sfiorato un altro lutto, più tremendo, ingiusto e insopportabile che l'ha ferita più recentemente.

Salutandola, le ho detto che mi aveva fatto piacere ricordare quei tempi lontani, e ringrazio la mia memoria, che il male proprio non è riuscito a scipparmi. (tiè!).

Era vero, e la verità, alle volte, bisogna semplicemente dirla.

6 comments:

  1. oh, Gio, ma dov'è che è questo posto? mi pare bellissimo... o è la tua testa che lo è?! :)

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  2. ...quella del gelato è una bugia!
    :) love, mod

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  3. E non trovi che l'Italia abbia un sapore migliore? Bellissima passeggiata, Giò, anche con i ricordi un po' amari...

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  4. Dautre, è una citta strana la mia: l'uomo ha fatto veramente poco, la natura molto ;-)

    Ma come al solito sono i particolari, e quelli vanno cercati e colti, a sorprendere.

    A prestissimo!

    Gio

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  5. E' tutto vero vostra luminosissima maestà :D
    Anzi, un paio di miei concittadini arcigni mi guardavano severi, pronti a insultarmi perchè davo da mangiare ai colombi ;-)
    E allora mi sono inventato la scusa dell'osservazione del loro comportamento ... e quello che ho notato è quanto ho scritto :-)

    A presto carissima Mod!

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  6. Enrica, ci sono luoghi in Italia in cui le persone sussurrano, la natura parla, e una moltitudine sbraita.
    La mia città, alle volte, mi pare così.
    Bisogna tendere le orecchie, e poi c'è la dolcezza, o una vena di strazio, come ricompensa dell'attesa.

    Ciao!

    Gio

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