Monday, 13 June 2011

Il miglior antifurto del mondo

Venerdi parto per la City.

Ci starò solo tre giorni, e quindi inizierò un lungo tour in Asia: Cina, Korea, Giappone ... e infine passerò circa due settimane in Australia, dove mi aspettano qualche giorno di vacanza e un altro lavoretto.

Intensa la vita della donna d'affari, specialmente quando il suo business è l'omicidio.

A Londra devo far fuori un broker che non si è comportato come si conviene con un tizio poco raccomandabile, in Cina un funzionario di partito che ha messo il becco in una speculazione delle Triadi, a Pyongyang m'occuperò di far saltare in aria un blindato dell'esercito come rimostranza di un'azione spionistica, mentre a Tokyo tapperò la bocca a una Gheisha che sta ricattando niente meno che un ministro.
Tra una sessione di surf e una visita all'università di Adelaide, infine, regolerò i conti con una banda di motociclisti che ha rubato l'insegne dei miei amici, i Sons of Anarchy.

Quando parto per tanto a lungo, ho sempre un po' di apprensione per quel che riguarda la sicurezza della mia casa.
Da anni vi accumulo tesori d'ogni genere, dipinti, manufatti, pietre preziose, e sei d'anni fa per rintracciare, e liquidare, i ladruncoli che mi derubarono di alcuni dei miei capolavori, sprecai quasi due mesi.

Da tempo allora ricorro al miglior antifurto del mondo.

Ben confidando nella natura mediocre e vigliacca dei ladri, e profittando del fatto che casa mia è circondata da un ampio parco, faccio in modo che casa mia sembri il luogo in cui si è consumato un orribile fatto di sangue, un'autentica strage.
Dissemino allora l'ingresso di qualche cadavere, me ne rimane sempre qualcuno tra le mani, tanto sangue, qualche arma e un paio di vasi rotti (per evitare il puzzo, di fatto li mummifico nel mio laboratorio).

E così mi immagino il ladruncolo che, superati gli sbarramenti difensivi e l'antifurto, entrando in casa teme di rimanere invischiato in un caso d'omicidio, e allora scappa a gambe levate.

Grazie alla mia videocamera di sorveglianza, sono a conoscenza di quello che succede in casa mia.

Una volta ho assistito così in diretta all'ingresso di una coppia di imbecilli in casa mia.

Li vidi sgattaiolare da un porta laterale, e intrufolarsi fino all'ingresso.
Quando si accorsero di tutti quei morti, un'autentica frenesia, paura e confusione che pochi nella propria vita conoscono, li assalì.
Con il mio telecomando, in un momento di somma perfidia, azionai in remoto, a massimo volume, il mio sistema stereo.
E osservai scappare a gambe levate sulle lugubri note della Seconda Sinfonia di Mahler.

Amazing!

No comments:

Post a Comment