Sunday, 5 June 2011

Il centro dell'universo

Sono esausto, dolorante, confuso, e questa condizione di debolezza fisica e di leggerezza emozionale mi offre l'opportunità di indagarmi, e scrivere, senza gli apparati della razionalità cui sempre faccio affidamento.

Mi impongo di non rileggere le mie parole, e aspettatevi allora errori grossolani e sciocchi: perfino quelli potrebbero significare qualcosa.

Il concetto di cui voglio discutere, e che esaminerò con calma e giudizio maggiori nei prossimi giorni, è il ruolo della donna nella mia esistenza.

La donna è il centro del mio universo.

Ripeto questa frase ad alta voce, e mi rendo conto di quanto sia triviale quell'articolo determinativo, 'la', che in effetti in questo caso suona molto più vago che non 'una'.

Allontanandosi dal nome, dall'odore e dai sentimenti di 'una' donna, mi sono come dimenticato, o voluto dimenticare, dell'idea dell'amore, e tuttavia il rifiuto, risacca tenace, lotta tra vento e scoglio in cui si dimenano l'onde, infrangendosi e rigonfiandosi, non ha che lasciato primeggiare, in luogo dell'amore, l'attrazione per la donna.

Il terrore della morte, della malattia, la mia, presente e viva, le preoccupazioni per il futuro, il dolore ... tutto soggiace al desiderio, al bisogno della donna.

Tutto è secondario.

E poi, quando avrò la donna, ne sono sicuro, vorrò una donna.

La vorrò chiamare per nome, farla oggetto dei miei scherzi pieni di innocenza, delle mie attenzioni e di discussioni infinite, e la passione dei sensi ci travolgerà e saranno mille baci, e saranno i pensieri più dolci e segreti.

Senza odore di pelle nuda e sapore di labbra mordicchiate dall'impazienza, senza dita che graffiano la schiena nell'eccitazione dell'orgasmo, senza sguardo severo e voce rotta dell'emozione, la mia vita ... ogni vita è il nulla!

6 comments:

  1. E poi, quando avrò la donna, ne sono sicuro, vorrò una donna.

    Vabbe', Gio, siamo alle solite. Non capisco.
    Mi spieghi come fai ad essere sicuro che il giorno in cui avrai una donna qualsiasi, ne vorrai una specifica?
    Cioe', spiegandotela come l'ho capita io: il giorno che mi capitera' Laura, vorro' Matilde.
    Sarebbe come dire: ho fame, datemi un tozzo di pane. Appena tolta la fame mi dedichero' a scegliere dal menu' qualcosa di piu' specifico.
    E' questo il significato del tuo post?
    Scusami se non ho capito.

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  2. Cara Klara, scusami tu per l'indecenza di queste parole, ma sono davvero stanco, e questo è solo un vago inizio del discorso che voglio fare.

    La carestia dell'amore mi ha allontanato dalla speranza, dall'idea stessa di un sentimento forte, intimo con una donna.
    Ma anche ora che questo sentimento, l'amore, non è che un sogno, un concetto inimmaginabile, la donna è il centro dell'universo.

    Se levi l'amore, che è quello che ti lega a UNA donna (Matilde), perchè dopo tante mazzate ne hai paura, non cambia l'oggetto dei tuoi pensieri.
    Ma se prima era UNA donna colei per la quale vivevi, ora è LA donna, cioè una senza nome, e in virtù della sua bellezza, e di quel fascino che al di la delle misure mi cattura e rapisce al semplice contatto visivo o, per così dire, intellettuale.

    Ma quando LA donna, quella senza nome e qualsiasi, avrà appagato la mia fame del corpo, o quella più sofisticata della mente, io, più ambizioso e sicuro di me stesso, vorrò cercare di nuovo quel terzo elemento, oltre sesso e spirito, che davvero completa un'esistenza: l'amore.

    Ho iniziato innamorandomi, ho infranto quel sogno, e ristorato dal corpo e dalla mente, tornerò a nutrirmi di esso.

    E' un ciclo infinito di disgregazione e rinascita, e s'alterna 'una' donna come sede del 'sentimento' o la donna come 'sesso e intesa spirituale'.

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  3. Se e' solo per la fame, Gio, ci sono dei supermercati dove acquistare cibo.
    Scusami se crudelmente riduco tutto ad un mero "atto biologico", ma e' quello che mi e' parso anche tu fai.
    A meno che, lo ripeto, non abbia capito cio' che intendi dire. E di questo mi scuso.

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  4. Quello della prostituzione è un argomento molto interessante, che sicuramente un giorno affronterò.

    La fame si cheta con il sesso semplice, anonimo, ed è ciò che patisci quando la beatitudine dell'amore ti abbandona.

    Ma che tu stia oscillando tra fame o beatitudine, sempre hai, al centro dell'universo, la donna senza nome, o una che ami con tutto te stesso.

    Che sia poesia o prosa nella tua vita, ciò che l'alimenta o la immiserisce è sempre la stessa cosa: donna.

    Ma non scusarti Klara: sono davvero stanco morto, e ti prometto che cercherò di tornare su questi argomenti con più calma e precisione, e spero di poterne parlare ancora con te.

    A presto!

    Gio

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  5. Vostra luminosissima maestà, dite che sono un caso disperato? ;-)

    Ciao bellissima!

    Gio

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