Sunday, 19 June 2011

Già tace la città

Basta salire a piedi pochi minuti, intrufolandosi in vicoletti silenziosi, all'ombra di alberi immensi che sussurrano alle carezze del vento, e già tace la città.
Il nostro pastore, da giovane era rissosa con ogni quadrupede, ci segue finalmente tranquilla, e solo con dei Pony esibisce un po' di esuberanza.
Oggi, lievemente malinconico, le do solo il nome di nostalgia, di giovinezza.
Graffiano le spine della vegetazione rigogliosa, che invade il sentiero sassoso, un po' scivoloso del fango delle recenti piogge.
E poi, finalmente arrivati in alto, guardiamo dalla terrazza lo spettacolo meraviglioso dei monti, delle colline che scendono ripide a valle.
La città, stretta tra le colline e il lago, e lontano il susseguirsi delle vette, bianche di nuvole, forse di una neve che mai si scioglie.

Non si scelgono le proprie radici.

Le mie sono qui, in questa città modesta e fredda, dove però basta camminare un poco per trovare silenzi ancestrali e distese morbide d'erbe che ondeggiano agli sbuffi del vento, e odori dolciastri di bacche, e intuizione, o illusione, di quell'infinito che a nessuno è interdetto!

2 comments:

  1. A me la tua città è piaciuta molto :)

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  2. Sei sempre benvenuta!

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