Friday, 24 June 2011

Barbara armonia

Se il dizionario raccoglie tutte le parole di una lingua ma non esplicita alcun autentico concetto, alcuni frasi lapidarie, poche sillabe, accenni solamente di interpunzione, racchiudono in sè significati tanto densi da essere addirittura ingombranti.

L'alfabetizzazione di massa, ancora di più la diffusione di internet, mette a disposizione dell'esibizionismo d'ognuno la possibilità di attingere, più o meno a caso, dall'immenso vocabolario e costruire frasi lapidarie, poche sillabe, accenni solamente di interpunzione, che spesso non hanno alcun significato.

In questo mio diario sicuramente ne ho data dimostrazione spesso, spero non sempre.

Questo abuso della scrittura, specialmente di alcune figure retoriche, su tutte l'ossimoro, allontana i pragmatici dell'astrazione, e dallo stupore della poesia, quella vera.

E così di fronte a 'Barbara armonia' l'uomo pratico storce il naso, chè dev'essere l'ennesima trovata di un nullafacente, di un ozioso alla ricerca di facili lodi, di compiacimento a buon mercato perchè tanto ricevuto quanto restituito.

E invece no.

Eccola, la 'Barbara Armonia', tutta per te.



Mi par d'esser con la testa
in un'orrida fucina,
dove cresce e mai non resta
delle incudini sonore
l'importuno strepitar.
Alternando questo e quello
pesantissimo martello
fa con barbara armonia
muri e volte rimbombar.
E il cervello, poverello,
gia' stordito, sbalordito,
non ragiona, si confonde,
si riduce ad impazzar.

Mi viene in mente una striscia che ho letto da qualche parte.
Un dinosauro esprime un concetto altamente filosofico.

Un uomo con un solo orologio, sa per certo che ora è.
Un uomo con due orologi, non è mai del tutto sicuro.

Il mondo è ovvio quando sei convinto che tutti gli ossimori sono roba inutile, da poetucoli da strappazzo.
L'esistenza di un ossimoro evidente, manda tutto il sistema in crisi, e obbliga a far affidamento a quella ragione e a quel cuore che vorremmo tanto mettere in naftalina, al riparo da graffi, delusioni, inganni.

Ma nell'armadio tutto quello che di te ami s'intorpidisce, e tanto lentamente che non te ne rendi conto.
Così arriverà un giorno il freddo, e prenderà di te possesso quella maledetta parola, irriversibile, che è il più terrificante sinonimo di morte.

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