Monday, 16 May 2011

Un ricco menù

Dopo aver assaggiato diverse pietanze del menù 'due di picche', si passa dal melenso 'Gio ti voglio bene ma ho già un ragazzo' al più sincero 'sparisci mostro', senza dimenticare gli incomprensibili del tipo 'sei troppo vicino al mio ideale per essere credibile, mi stai prendendo in giro' o i lieti 'non sono lesbica ma potrei diventarlo', ho deciso di smettere.

Si chiude la produzione di pensieri, parole, schizzi a matita, piccoli regali densi di significato fatti a mano, specificatamente per 'te'.

Già mi rammarico di tanta fatica, ore e ore sprecate per distillare la bellezza di una perfetta sconosciuta in una catena di aggettivi, nomi, verbi, e ho deciso che oggi si passa dall'artigianato alla catena di montaggio.

Si ricicla tutto, signori.

Vedo una bella ragazza?

Metto già in conto il due di picche, e allora, se proprio devo provarci, non voglio rischiare nulla.
Cambierò un nome: al posto di Alice, Vera, Silvia metterò Denise, Anna, Hillary, e nulla più.
Scaverò nel forziere delle mie lettere, dei miei ricordi, e farò copie in serie di quello che ho immaginato.
E non partorirò più nulla, che abortire centomila feti è troppo doloroso.
Saranno allora in centomila a dare un nome alla bellezza, ad avere tutte quelle folli qualità che io davvero ho visto in quelle che ho amato.

Alle volte davvero mi chiedo come possa essere tanto folle da essere di tanto in tanto sereno.
Ci penso un attimo, e subito trovo la risposta: sono un deficiente.

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