Monday, 16 May 2011

Sogni di stragi e misoginia

Devo ammettere d'essermi divertito parecchio, stanotte, mentre compivo stragi ed ero colmo di misoginia.

I sogni sono due, ed entrambi carichi di furia omicida e furore.

Nel primo sono in un grande prato, con pochi ma giganteschi alberi e una grossa casa in cima a una salita ripidissima.
Ritrovo un luogo nella mia infanzia, ma dell'estati di bambino passate a correre su quel prato nulla sembra essere rimasto.

Siamo in tre, e siamo armati di pistole, fucili, mitra e granate.

Decine e decine di mostri, delle specie di zombi, hanno deciso di farci la pelle e noi non abbiamo alcuna intenzione di rinunciare alla vita, e quindi facciamo uso delle nostre armi per sterminarli, senza pietà e anzi quasi divertendoci.

Dopo aver lasciato sul terreno a marcire tanti cadaveri, un nemico piu' temibile, un gigante armato di un'ascia di guerra colossale, irrompe nell'arena.

Scarichiamo su di lui una buona quantità di piombo, ma mentre io e uno dei miei compagni siamo abilissimi nell'uso delle armi, il terzo è un incapace, e ognuno dei suoi colpi va fuori bersaglio.

Il mostro è coriaceo, ma fortunatamente è lentissimo, anche se ogni tanto sfodera un'agilita sorprendente.
Dopo lunga lotta noi ormai siamo esausti dalla fatica: tenerlo lontano infatti ci obbliga a correre su e giu' per quel prato, e ormai le munizioni sono finite e temiamo per la nostra vita.

Alla fine mi avvicino perentorio e minaccioso all'incapace, gli strappo le sue munizioni, ricarico la mia Magnum 357 e con un ultimo colpo in fronte elimino quel formidabile nemico.

Restano allora a quel punto solo un paio di tizi, in lontananza, armati d'arco e frecce, ma anche quelli li riesco a liquidare con un paio di colpi di cecchino ben piazzati.

Finisce questo sogno, e ne nasce un altro.

Sono in un episodio de 'Il tenente Colombo'.

Qualcuno ricorderà di quell'omicidio maturato in un'accademia militare, vittima il proprietario, intenzionato ad aprirla alle donne, carnefice un ufficiale, lievemente misogino.

Io sono con il Tenente, e siamo stati chiamati per far luce su un attentato: la deflagrazione del cannone, che nel telefilm causa la morte, in questo caso non ha avuto un esito tanto disastroso, e pur tuttavia richiede un intervento della polizia criminale.

Con vittima e carnefice, ci ritroviamo a camminare per i lunghi corridoi di una caserma.

Il proprietario rilancia la sua idea di aprire alle donne.

'Donne?' dice il colonnello perplesso.
'Ma noi non abbiamo mai avuto donne qui, al limite un panino in mensa, che si chiama 'Vivan le femmine''.
A quel punto Colombo parte a cantare la solita aria dal Don Giovanni, ma è talmente stonato che la devo cantare pur'io, per non farlo sfigurare.

Ecco.

Un panino: ecco la mia sub-idea delle donne oggi, 16 maggio 2011.

No comments:

Post a Comment