Friday, 20 May 2011

Ma che razza di sogni fai, Gio?

Sono a un ricevimento principesco.

Si festeggia il mio ingresso nel mondo della nobiltà: si è infatti stabilito che una linea di sangue diretta mi lega all'imperatore del Messico Massimiliano I e alla casa d'Austria (è un pleonasmo, lo so, ma nel sonno me lo posso concedere).

All'evento partecipano varii conti, marchesi, duchi, e poi diverse madamigelle.
L'ospite d'onore, e mia protettrice, è una donna più che centenaria, eppure ancora mirabilmente lucida, discendente diretta degli Asburgo, e che ancora nella sua memoria ha i ricordi degli ultimi imperatori d'Austria.

Devo confessare che non mi spiace essere parte di quella cerimonia: non per una sciocca questione di titolo, ma per la ricchezza particolare degli ambienti che mi circondano, carichi di storia più che d'oro, e intrighi e misteri più che di fasto.

La nobildonna non si limita a poche, amabili chiacchiere con me, ma vuole intrattenersi con tutti gli invitati.
Ad ognuno rivolge non solo un saluto di circostanza, ma domande sottili, quasi volesse mettere in difficoltà qualcuno, quasi fosse alla ricerca di un impostore.

Mentre in quell'atmosfera che dovrebbe essere di festa, e certamente lo è per i più, io mi accorgo che l'apparenze davvero ingannano, un improvviso guasto al sistema elettrico fa mancare la luce.

In quei pochi attimi di oscurità, si consuma l'assassinio della mia protettrice.

L'intervento della polizia è immediato.

Se non mi è noto l'omicida, nella mia mente si fa strada un'idea che diventa convinzione: qualcuno ha voluto uccidere quella donna prima che ella lo smascherasse.

Noto che uno dei dipinti che ornavano la sala è sparito, e mi convinco che ci sia una connessione tra l'omicidio e questo furto, o atto di vandalismo.

Parlo con l'ispettore di polizia, e gli mostro un congegno elettronico di mia invenzione.

Con quello riusciremo a risolvere il mistero.

Si tratta di una videocamera che registra le immagini del passato.
L'accendiamo, e mentre tutto attorno a noi il presente continua il suo moto, compare sullo schermo il passato.
E allora vediamo tutto, e tutto è esattamente come me l'ero immaginato.

Nel secondo sogno sono nel mio appartamento.

Problemi economici mi hanno costretto a cercare un coinquilino, e anche se con una chiara gerarchia, lascio che in casa mia entri un'altra persona.
E' un ragazzo italiano.
Una sera, tornando a casa dal lavoro, scopro che ha organizzato una festa di compleanno sul nostro terrazzo.
La casa è colma di persone, alcune delle quali conosco bene (il burino, alcuni colleghi).
Non faccio nemmeno in tempo ad arrabbiarmi: mi rendo conto che quella gente, cui nulla mi lega, mi è totalmente indifferente, e che davvero è come se li non ci fosse nessuno.

Per convincermi della mia capacità di estraniamento, gongolo alla sola idea di poterla possedere, mi metto a camminare in mezzo a loro.
Seduti ai tavoli a ridere e scherzare, in piedi alla ringhiera mezzi ubriachi ... nessuno ha alcun significato per me.
La mia felicità non è completa finquando non mi rendo conto che alle mie parole, ai miei gesti, non corrisponde alcuna reazione da parte dei miei ospiti.
Ed io sono sereno.

Sto rientrando in casa, quando un bambino mi chiama, strattonando la mia camicia.
Non l'ho mai visto prima.
Piange, il piccolo, e mi indica un grappolo d'uva, ancora verde, che la vite che s'attorciglia alle travi della tettoia, gli offre da lontano.
Sono perplesso, dopotutto l'uva non è matura, ma lo stesso cerco di prenderla.
Tuttavia fallisco, perchè è troppo in alto anche per me.
Non so sbucando da dove, appare allora il mio amico, quello che mi ha detto del centenario di Mahler, e di cui ogni tanto scrivo.
Non mi dice nulla: semplicemente, incrociando le mani come a formare un gradino, mi offre il suo aiuto.
In un lampo ne approfitto, e con la mano finalmente riesco a cogliere il grappolo, che al tocco matura all'istante, e ad offrirlo al bambino, finalmente felice.

5 comments:

  1. Anni di blog e ti domandi adesso che sogni fai? Ormai è tardi collega :D

    Comunque vorrei proprio vedere il bambino quando è stato male mangiando la frutta acerba :D

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  2. Collega, al mio tocco il frutto s'è fatto succoso e maturo ;-)
    E se il tuo commento non mi preoccupa, quello della illustre Dautre invece mi scuote nel profondo ;-)

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  3. Eh, lo so... era un commento pregno di profondissimo significato :D

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  4. Giunti a sabato sera è già tanto ricordarsi che giorno della settimana è ;-)

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