Thursday, 5 May 2011

Il prezzo da pagare ...

E' l'anima.

Ecco, uno che parla d'anima già è classificato come pirla, vero?
Me lo merito, e ve lo voglio dimostrare.

Una volta che ho scritto una lettera ad una ragazza.

Non era propriamente un'amica, decisamente non una donna che m'interessasse in senso sentimentale.
Pensavo fosse un anacronismo pulsante, animata da spasmi e sussulti piu' che da sincronizzazione perfetta di muscoli.

Per lei, l'avrei giurato, non esisteva quella forza d'attrito che tiene prigioniero per prurito della materia e inerzia, il vuoto incapsulato negli atomi.

Era una delle mie lettere, quelle dove non si lasciano i concetti gironzolare in un mare di confusione o banalità, ma li si afferra e sviscera per bene, e dove, l'ho scoperto a mie spese, si lasciano quasi spirare per mancanza di ossigeno, ovvero sensibilità altrui ...

E poi ti sorprendi se abbandono le frequentazioni, e mi ritiro in me stesso.

Un punto di contatto tra me e lei: ecco a chi si rivolse per interpretare quei miei cenni inconsueti all'esistenza, e quel cedere malinconicamente alla fatica di essere 'uno'.

'Oh, ma lui fa sempre cosi, è uno che esagera.'.

Come a dire, 'prendilo per quello che è: un deficiente adolescenziale'.

Non ho pranzato decentemente, e dalla cena mi separa il ritorno a casa, e il forno è ancora spento.

Penso d'essere in ipoglicemia, ho sonno e ho passato tutto il pomeriggio a rivedere equazioni e formati tipografici.

Insomma, prendete questo appunto per quello che è: l'ennesima collezione di sillabe di uno che esagera.

2 comments:

  1. Non credo che chi parla di anima sia un pirla... Anzi, penso che siano dei pirla coloro che la pensano così...

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  2. Enrica, come dev'essere bella la tua terra in questa stagione!

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