Thursday, 19 May 2011

Gustav Mahler, ed un piccolo esperimento notturno

100 anni fa, a Vienna, moriva Gustav Mahler, compositore austriaco.

Non voglio nemmeno fingermi un dotto di musica: il mio rapporto con quest'arte è assolutamente confusionario, anarchico, legato com'è al mio stato d'umore e quindi alle centomila variabili che, con discontinuità, lo determinano.

Passano intere settimane di silenzio nella mia stanza, e poi mi ritrovo sommerso da esperimenti atonali, costrutti barocchi, virtuosismi romantici.

Ultimamente, proprio con Mahler, sto conducendo un piccolo esperimento notturno.

Della sua seconda sinfonia credo d'essere uno dei 8128 piu' grandi estimatori del mondo: l'ho ascoltata decine di volte, in diverse interpretrazioni, con walkman di fortuna o sistemi audio d'alta qualità (per quanto Grundig mi manchi ... ma rimedieremo, vero?).

Delle altre, ne conosco solo alcune: la quinta, l'ottava ...

Fino a poche settimane fa non avevo mai ascoltato la prima sinfonia, una delle piu' travagliate, che il compositore riscrisse in diverse parti per meglio adattarla ai gusti del pubblico del suo tempo.

Ne ho una versione, direzione di Chailly, e tenevo qualche giorno fa il disco d'argento tra le mie dita, indugiando un poco davanti lo slot del lettore.

Ero indeciso: per certi versi curioso, ma anche consapevole che le mie condizioni mentali fossero miserevoli, inadeguate all'incontro con il genio artistico.
E infatti non leggo da mesi, e s'accumula la polvere nella mia biblioteca, dalla quale fanno capolino ultimamente solo coraggiosi fumetti di Tex e qualche vecchia settimana enigmistica.

Ho meditato un po', e quindi l'idea: ho deciso allora di ascoltare questa sinfonia solo ed esclusivamente nel sonno.

Quando vado a dormire, lascio che la musica mi accompagni.

Al mattino, se per caso la musica mi accoglie al momento del risveglio, capita spesso visto che quando il male mi desta lascio che sia la musica a riaccompagnarmi nei sogni, mi impongo di non ascoltare una sola nota, e spengo l'apparecchio.

Ne cosi ho l'idea confusa che abbiamo per ricordi di eventi lontani, o per quei sogni che ci sfuggono appena la coscienza torna in possesso di noi.

E mi sembra magnifica, e la morte e l'incoscienza un coincidere di due anime.

2 comments:

  1. a settembre andremo a Torino per eseguire l'8°, "la sinfonia dei mille", peccato però che non saremo mille ma appena la metà, perchè non vieni a sentirci?

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  2. Carissima Marisa,
    Se sarò in Italia o nelle vicinanze mi piacerebbe molto davvero!

    A presto

    Gio

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