Friday, 6 May 2011

Due sogni meravigliosi

Mi ritrovo davanti a una villa, in quella che sembra essere la campagna salentina.
Sono convinto d'essere in Puglia, nelle vicinanze di Lecce: me lo dicono gli ulivi tutto attorno, il colore delle pietre, e la fisionomia delle persone che sono accanto a me.

Dal gruppetto che s'è radunato davanti la cancellata, mi viene in contro Sergio Bonelli.

In quel momento io non riesco a capire chi sono: Gio? o Tex Willer?

Mi spiega che in quella villa vive suo padre, Gian Luigi Bonelli, il creatore di Tex e di tanti altri fumetti.

Nel nostro mondo Gian Luigi è morto da diversi anni, e nella piu' che ventennale esperienza di lettore di Tex ho seguito la cronaca degli ultimi anni della sua vita.

L'ho conosciuto allora attraverso le parole del figlio, che ogni tanto, in occasioni speciali, aggiornava i lettori delle condizioni di suo padre: ed erano inevitabilmente, in quelle cronache, sempre meno le vasche in piscina, piu' leggeri i pesi in palestra, e solo un ricordo gli incontri occasionali sul ring.

Perfino la sua firma tra quella degli autori degli episodi di Tex si faceva saltuaria, poi rara, e alla fine rimase solo per quel 'Medaglione Spagnolo' che è stato il suo ultimo lavoro.

Nel sogno è vivo, anche se vecchio e malato.

Sergio vuole che sia io a entrare in casa sua, che è un luogo di mistero, per convincerlo a farsi ricoverare in una clinica.

Accetto piu' per desiderio di incontrare mio padre, ora sono sicuro, sono Tex, che non per mettere in atto il suo proponimento.

Entro scavalcando il cancello, ed il giardino è un angolo di quel far west nel quale ho vissuto centinaia di avventure.

Vedo carcasse di bisonti, avvoltoi, un sombrero bucherellato, qualche totem indiano.

Un'atmosfera sinistra, quella che ha tenuto lontani tutti, perfino il figlio, e che invece per me è familiare, e che dopotutto ho cercato inutilmente per tanti anni.

Entro in casa.

Qui ho un attimo di smarrimento.

Nella mia vita ho letto centinaia di episodi di Tex.
Alle volte, tra il piombo caldo e la dinamite, s'incontra anche il sovrannaturale nel west: lo introducono gli sciamani, gli stregoni, le vecchie visionarie ...
E forse, non riesco a capirlo, io sto rivivendo, in parte, quello che un tempo lontanissimo ho letto.

La casa è all'apparenza povera, e polvere e ragnatele hanno invaso ogni angolo, e perfino li, dov'è seduto, immobile, mio padre, non manca di impedire la vista, annebbiare i sensi.

Mi parla, il grande Bonelli.

Con lo sguardo indica, distante, un portale di pietra: 'Figlio mio, è li il demone che mi tiene in questa casa, vai, e scoprine l'identità!'.

Istintivamente, abbandono ai suoi piedi le mie fidate colt, e seguendo un lungo corridoio buio, arrivo alla struttura misteriosa.
Cerco di decifrarne i geroglifici: faccio scorrere un pannello, premo qualche simbolo misterioso.
Ed ecco spalancarsi di fronte a me un'ampia stanza, ed ecco venirmi in contro un fantasma, poi un altro, e poi mille altri.

Non ho paura, perchè le riconosco, quelle figure: sono i frutti della fantasia di mio padre.
E riconosco tutti quegli elementi che compongono il suo universo: ci sono le scazzottate nei saloon, il vecchio Carson, il mio fidato pard capelli d'argento, e poi le praterie immense, e le mandrie, e il grande popolo rosso, i falo, la morte perfino ...

Invadono tutta la casa, vi riportano vita.

Torno da mio padre.

E' sempre immobile, ma sereno mi dice: 'Di' a chi ti ha mandato che io solo qui, tra le mie creature, io ho vissuto, e solo qui potro' morire serenamente'.

Nel secondo sogno sono in un cinema, durante un'importantissmo evento, al quale partecipano star di Hollywood, magnati, ricchi industriali e politici.

Proprio quel giorno sono stato nominato a capo della triade che governa il mondo del paranormale.
La mia intenzione è far emergere, nonostante il parere contrario di alcuni membri del nostro mondo, la nostra presenza in questo mondo di umani che ci ignorano.

Mentre cammino per raggiungere il mio posto, decido di dare una prima dimostrazione dei miei poteri: anzichè camminare, fluttuo a diversi metri d'altezza.
Tra il pubblico, l'unico sorpreso, e inviperito, è uno dei miei adepti stregoni, che tiene al nostro anonimato.
Tutti gli altri sono convinti che sia, quello, solo un trucco.
Invece che dirigermi al mio posto, vado verso le poltrone destinate ai miliardari.
Facile farlo, quando con il semplice pensiero puoi modificare a piacimento il tuo biglietto d'invito, no?
Mi siedo.
Accanto a me, un grasso e tronfio egiziano in abiti occidentali.
Mi vomita addosso tutta la sua ricchezza, cercando di impressionami.

Ecco che arriva una bella ragazza, che si siede alla mia destra.
Davanti a noi, siede invece la Regina d'Inghilterra.

Inizio a parlare con la fanciulla: le dico che sono un mago, e lei, ridendo, mi lascia intendere di non credere minimamente alle mie parole.
Le prendo la mano: 'vuoi che te la legga'?
Ma prima che lei mi risponda, un po' intimorita, 'no', scrutando nelle pieghe della sua pelle vedo che un lutto tremendo l'ha colpita da giovane, e capisco che quel 'no' sia da ricondursi proprio al timore di rivivere quell'esperienza.
L'egiziano, nel frattempo, continua imperterrito ad annoiarmi.
Guardo la ragazza.
Sorrido, e le dico: 'Io so a cosa stai pensando' e questa volta anticipo la sua risposta.
'Tu stai pensando a tre bottoni verdi'.

Ed è vero, ed allora lei capisce che davvero io sono un mago, ed è senza parole.

A questo punto il sogno subisce un cambio di rotta imprevisto, perchè si fa esplicitamente erotico.

Sempre grazie ai miei poteri magici, mando l'egiziano e la regina in bagno, e resto solo con lei.
Ma tale è il desiderio che mi risveglio.

Ecco, adesso tu sei qui, nel letto con me.

Dalle spalle scende la mano, lungo la schiena dolcemente.
Mi fermo un attimo all'altezza del cuore: lo sento battere forte.
Arrivo in fondo, dove c'è la tua rotondità più sensuale, sempre carezzandoti, e poi ancora piu' giu', fino alle labbra.

Le sfioro soltanto, quanto basta per farti fremere, farti smettere la commedia che stai ancora dormendo.

E poi facciamo l'amore.

4 comments:

  1. Ma sei sicuro di non averlo fatto con Bonelli?!

    (Comunque anche se non ho mai letto Tex io sono un cultore dei fumetti Bonelli...)

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  2. Addirittura fluttui? La Regina d'Inghilterra? Non è che ti stai montando la testa? :) Ma guarda un pò che finale, chi l'avrebbe mai detto?! ;)

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  3. Cattivo Baol, MOLTO cattivo.
    :D

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  4. Davvero eh, Maraptica?
    Sorprendente!

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