Friday, 15 April 2011

Vladimir

Oggi ho sprecato 3 ore della mia esistenza sorvegliando degli studenti, ripetenti, durante un esame.

In questo periodo detesto chiunque mi sia attorno, salvo i perfetti sconosciuti.

E se faccio fatica ad essere gentile con chi frequento abitualmente, mi risulta invece naturale essere simpatico, disponibile con chi mai ho avuto la sventura di incontrare prima e mai più vedrò in vita mia.

Sono passati anni da quando io ero studente, e mi ricordo però ancora l'ansia, l'insicurezze, quella grande confusione che regna nel cuore e nella mente negli istanti che precedono un'interrogazione, un esame.

Una ragazza, in particolare, oggi mi sembrava preoccupata, sicuramente esageratamente agitata.

Ho dato un'occhiata alla lista dei convocati: una mezza dozzina.

E allora ho iniziato a mettere in esercizio la mia capacità di associare a un viso il suo nome.

E' facile quando l'etnia è evidente e nel sembiante e nell'anagrafe e i ragazzi sono pochi.

Così ho azzeccato al volo Jin, e poi Carlos.

Quindi mi sono avvicinato alla ragazza.

Gongolando della mia capacità appena dimostrata nel gioco, ho dato un'occhiata alla lista, e poi l'ho guardata esclamando:

'And I bet you're Vladimir'.
('E scommetto che tu sei Vladimir').

Beh, ha riso lei, hanno riso tutti.

E io intanto il dentro era nero come catrame.

1 comment:

  1. E lei, con voce grave, ha detto: come cazzo hai fatto ad indovinare??

    :D

    ReplyDelete