Monday, 18 April 2011

Un piccolo angolo d'inferno

'L'inferno sono gli altri a colazione' disse un giorno un saggio che si sveglio' con il fulmine storto.

Sai, a volte ti convinci dell'esistenza di Dio.

'Deus sive natura' ricorda ancora lo studente liceale che amo' Spinoza.

Ed è davvero una meravigliosa illusione di un attimo: il risveglio della vita, il fuggiasco raggio di sole che, per primo, filtra tra le nubi che s'aprono dopo l'uragano, il canto di una sconosciuta.

Piu' spesso pero' sei certo dell'esistenza del demonio.

Ora, ad esempio, e per quel che viene, sarà una tortura degna d'una mente diabolica a farsi beffe di me.

(E se invece, per una volta, riuscissimo a vincere in questo gioco che somiglia a una roulette russa? Se fossimo capaci, oggi almeno, di cambiare le regole?).

Sto seguendo la discussione di una tesi.

Nell'ordine sono angustiato da:

- a destra fiammate d'aglio e altre spezie misteriose che vengono dal collega asiatico;
- di fronte a me l'intera cortina di ferro del blocco sovietico;
- alla sinistra Caron Dimonio, che sarebbe quello che mi ha trascinato all'inferno.

La scelta, mia, di mettermi in ultima fila almeno mi mette il nulla alle spalle.

E penso che tuttavia non ci sia nessuna gloria a vincere, se si è gli unici a partecipare.
E dopotutto poco importa per quel che di me rimane, perchè il meglio, quello che di me amavo, ormai è già svanito.

Resta solo, immutato, il mio giudizio critico.

Di me, degli altri.

Ed è un piccolo angolo d'inferno.

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