Sunday, 17 April 2011

Sogni d'inganno

Nel primo sogno sono in un piano rialzato di un immenso posteggio.
Fuori il paesaggio innevato di una località turistica di montagna.
Con la mia famiglia sto per incamminarmi verso l'uscita, quando due vetture, una station wagon e dietro una Porsche, s'avvicinano a noi.

Qualcosa mi confonde: l'auto sportiva un paio di volte va a urtare contro quella che la precede, e la cosa mi sembra intesa, non un incidente.
Tra me e me cerco di immaginarmi le cause di un simile gesto: ubriachezza? o forse rabbia?

Sceso dall'auto, l'occupante della station wagon pretende spiegazioni dall'altro, che è egualmente ubriaco e rabbioso.

Anche quello abbandona la vettura, e s'avventa sul primo con violenza, brandendo una bottiglia che, frantumata, è aguzza come un coltello.

Non facciamo neppure in tempo ad intervenire che i due corrono, l'uno dietro l'altro, nel grande spiazzo adiacente il parcheggio, dove li vedo andare in circolo, freneticamente l'uno, e disperatamente l'altro.

Chiamiamo la polizia: il pericolo è concreto!

Quando gli agenti arrivano, invece di andare a soccorrere la sventurata vittima di quella violenza, sprecano tempo chiedendomi un resoconto dettagliato di quello che ho visto.

Così, mentre io mi perdo in chiacchiere, l'aggressore raggiunge la sua vittima e ne fa macello, sotto i nostri occhi.

Sono poi in un'immensa aula, dove un mio caro amico di li a poco discuterà la propria tesi di dottorato.

Mi sento stranamente stanco e confuso, e allora mi siedo in una delle ultime file, da dove mi sarebbe facile uscire casomai mi sentissi poco bene.

Quello che accade mi pare assurdo: il mio amico non sta parlando del proprio progetto, ma si perde in gag comiche, aneddoti sulle sue vacanze, giochi come se ne vedono nei quiz televisivi.
Non solo: tutti gli italiani, e solo loro, in sala si comportano in modo maleducato: parlano ad alta voce, schiamazzano, ridacchiano e s'alzano e camminano come se nulla fosse.

Sono disgustato: siamo giustamente fatti oggetto di scherno, eppure io non ho la forza di contrastare quella deriva meschina.

Infine mi ritrovo in solitudine, in un diverso luogo, in un tempo qualsiasi.

E mi rendo conto che qualcuno, non so perchè, quel giorno ci ha drogato.
E a me pareva che il mio amico parlasse di facezie, ma invece stava presentando il suo lavoro serio, e che il comportamento degli altri italiani era stato indotto da un loro fraintendimento non dissimile dal mio.

2 comments:

  1. Mangiato pesante eh?

    ReplyDelete
  2. Ciao Gio che incubo!
    Cambio blog....mi diverto moltissimo!!!
    Da domani sono Anna*
    se sei interessato al mio nuovo blog mandami una e-mail
    sappi che ti seguo sempre comunque!
    buona domenica!
    khiara

    ReplyDelete