Saturday, 30 April 2011

Serpenti

Amo Arnaldo Foà, e ieri mi sono addormentato con lui che mi raccontava della morte di Patroclo, del mito di Eco e Narciso ...

Al risveglio sono a centinaia di chilometri di distanza.

Mi ritrovo nella mia città Natale, e sto camminando, ma che assurdità, con il burino.
E' l'ora che precede la notte ed già è scuro, e attorno a noi una densa nebbia nasconde ciò che è lontano.
Ci siamo trovati per caso?
Mi sembra assurdo, visto che non siamo nella città dove ora viviamo.

Passeggiamo per il centro, e lui mi chiede un po' del mio carattere.

Ultimamente, al lavoro, non scambio una parola che sia una con certe persone: lui è sicuramente tra queste, ma non può sentire una differenza visto che non abbiamo mai condiviso nulla, e poi il mio amico di lunga data, e qualche ragazza.

Ci sono ovviamente delle ragioni, e sono le più valide: origina tutto dal peso della violenza altrui, la più spietata, quella gratuita e inconsapevole, che troppo mi ha fatto male, e che non potento più combattere semplicemente evito.

Nel sogno mi domanda come mai sia così riservato: so che vorrebbe usare parole più aspre, potrebbe farlo, e io prima che vi arrivi voglio dargli una risposta, e se possibile levarmelo dai piedi.

Gli racconto, come esempio della mia esistenza e dei rimedi che metto in atto, cosa mi è successo pochi giorni fa.

Mentre me ne stavo su una panchina, rilassato, in pace con il mondo, qualcuno da un autobus ha preso a farmi delle boccacce, a mimare la mia postura, o offendere senza pietà il mio dolore.

Gli sto dicendo così, e mi riferisco a quei tipi pronunciando la parola 'serpenti', quando un tizio, sbucato da quelle nebbia, mi si avvicina minaccioso e fa per tirarmi un cazzotto in pieno volto.

Per miracolo riesco ad evitarlo, e cerco, allungando le braccia e premendo sul suo petto, di tenerlo lontano.

Non so chi sia, ed ecco che ne sbuca un secondo, e anche lui vuole prendermi a pugni.

Il burino, senza pensarci due volte, ricambia a uno di quelli la cortesia, ed essendo un tizio abbastanza corpulento, alto come me ma decisamente d'altra stazza, lo mette ko, e il suo amico, quello che ancora mi tiene sotto la minaccia dei suoi colpi, allora lo prende e se lo porta via.

Mi sto ancora riprendendo dallo spavento, lui mi chiede se stia bene, che finalmente mi vengono le parole ideali: 'Ecco, vedi? La gente fa così con me: senza alcuna ragione mi vuole fare del male'.

Arrivano a quel punto dei gendarmi, accompagnati o accompagnando quei due.
Non capisco se i due siano in manette, o se invece siano stati loro a chiamare le guardie.

Con atteggiamento neutrale, i tutori della legge vogliono ricostruire gli eventi, visto che dopotutto ad essere malconcio è solo uno degli aggressori, mentre noi stiamo bene.

Gli raccontiamo la nostra versione dei fatti, ascoltiamo la loro.

A quanto pare tutto è nato perchè quando ho detto la parola 'Serpenti' quei due, che sono messicani o comunque non tedeschi, hanno pensato che mi rivolgessi a loro.

Sono esterefatto e protesto: come potrei io, che sono un mingherlino che sta in piedi per mezzo miracolo, andare in giro a provocare la rissa?

Le guardie mi fanno notare che non sono solo, che assieme a me c'è uno che potrebbe mettere KO un rinoceronte, e che forse io provoco e poi mi diverto a vederlo picchiare gli altri.

Ancora protesto: ci conosciamo appena, è la prima volta che ci ritroviamo assieme ... ed è pure quello che si è messo assieme alla ragazza che mi piaceva.

Ecco, il sogno finisce qui.

Perchè finalmente il burino ha tutti gli elementi per capire i miei ostinati silenzi.

Non uno ne doveva mancare: non il disprezzo che gli altri hanno per i diversi, ma neppure quella strana forma di frustrazione che io ho per chi ha una vita normale, e una donna.

2 comments:

  1. Ora tu mi dirai che per te è diverso ma... il mondo è pieno di serpenti e loro mordono chiunque gli capiti sotto tiro Gio.

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  2. Finalmente mi spiego il perchè dei sogni che fai...visto come ti addormenti!!!

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