Saturday, 16 April 2011

Rebus

Ieri notte ho frugato tra la mia collezione di Tex Willer alla ricerca di qualcosa per conciliare il sonno.

La qualità dell'amato fumetto non è sempre eccezionale, anzi: ultimamente di ripetono troppo sovente abusatissimi canovacci.

C'è troppo spesso un vecchio indiano che vive nel deserto che salva l'eroe, c'è solo bianco o nero, c'è di fondo un'eccezionalità esagerata di Tex.

Eppure, nelle consuete torte di mele e bistecche alte tre dita e patate sommerse di birra, nelle scazzottate epiche e nei duelli all'ultimo sangue mi beo ora come quando ero un ragazzino.

Il mio linguaggio di ogni giorno è permeato di espressioni che li ho trovato: per Diana, per Giove, tuo nonno, sono locuzioni abituali per me, e originano dall'opera di Bonelli, Nizzi e gli altri autori di Tex.

Ieri ho finito per leggere un episodio piuttosto originale, e molto gradevole: Tex deve indossare le vesti di un criminale, liberare un farabutto da un carcere e consegnarlo a una banda di pistoleri per salvare la vita di Kit, il suo fidato pard ...

Risistemando i volumi dopo la lettura, l'occhio mi è capitato su un altro album, la cui copertina mi ha colpito molto.
Vi si vede in primo piano un uomo intento a scrivere, o disegnare.
Sullo sfondo Tex, di spalle, che prende a cazzotti un tale.

L'accostamento di due scene così assurde, è difficile credere che tanto vicino possano simultaneamente prendere luogo eventi tanto diversi, mi ha fatto venire in mente un rebus, uno di quei giochi di intelligenza e intuizione che consistono nello scovare una frase segreta basandosi su pochi indizi.

La vita, la mia di sicuro, forse la tua, è un rebus.

Ci sono elementi assurdi nella nostra esistenza, che è l'immagine, perchè per scovare quel mistero che siamo noi bisogna mettere assieme elementi complessi, indizi tra loro perfino contraddittori.

Cani che fissano carte rovesciate o armadi semi-aperti, sullo sfondo una vecchia megera e una porta chiusa ... questo è nulla!

Questo è nulla rispetto l'intrico della nostra immagine.

E allora si fa come con la Settimana Enigmistica.

Si rinuncia in fretta, e ci si ripromette di controllare la soluzione la settimana prossima.

E poi ce ne si dimentica, e si torna a unire con un tratto i punti da 1 a 32, o ad annerire con un la penna alcune forme, o a leggere qualche vignetta.

Nella vita si sceglie il facile.

8 comments:

  1. A proposito di scegliere il facile, prova con la melatonina.
    Per conciliare il sonno intendo.
    Notte, ehm, buon pomeriggio volevo dire.
    Dony

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  2. Non so, si sceglie sempre il facile? Dipende dove si vuole arrivare :)

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  3. Grazie Dony, mi informerò :-)

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  4. Sarahptica, basta sognare.
    Non c'è speranza :D

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  5. Bravo collega, però anche Magnetico ha il suo perchè :D

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  6. Ma come? Detto da te? Sei tu che mi hai detto tempo fa che non bisogna mai smettere di farlo! :(

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